Il Tirreno

Lucca

Assessori in fuga? È la vecchia politica

di Arianna Bottari
Assessori in fuga? È la vecchia politica

Il sindaco Del Ghingaro: «A Capannori non c’è crisi politica, semmai è la sinistra che è esplosa dopo l’uscita di Sel»

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CAPANNORI. Due assessori dimessi e con loro i coordinatori della commissione pari opportunità e dell’Osservatorio per la pace, ma non chiamatela crisi. Di segnali non ce n’erano, motivazioni politiche non ne sono state presentate. L’amministrazione prosegue sul suo cammino, i giochetti politici non sono propri della giunta targata Del Ghingaro.

Questo, in poche righe, il pensiero del primo cittadino sul terremoto politico che si è abbattuto sull’amministrazione capannorese, dove, in una settimana, i due assessori espressione della sinistra locale, Leana Quilici e Alessio Ciacci, hanno sbattuto la porta e se ne sono andati.

Decisione sofferta, come gli stessi Quilici e Ciacci hanno sottolineato, ma ormai non più rimandabile a causa delle forti tensioni interne alla giunta e al rapporto di fiducia con il sindaco venuto a mancare. Motivazioni che, però, Del Ghingaro rigetta con forza. «Ammetto che Quilici negli ultimi mesi aveva espresso perplessità su alcune decisioni prese, peraltro non da me, in merito alla riorganizzazione del personale. Ammetto che se ne era lamentata più volte, ma al di là di questo non ci sono mai stati altri problemi. Tantomeno ho avuto scontri politici con Ciacci, con il quale ho parlato poco prima della notizia delle dimissioni senza che mi venisse accennato niente. Con lui stavamo lavorando su progetti e iniziative legate ai rifiuti».

Ma allora questa crisi da dove arriva?

«Se qualcuno può spiegarmelo, si faccia pure avanti. Io proprio non ho capito che cosa sia successo. Una cosa, però, la so: non ho mai permesso che le fibrillazioni politiche interferissero con il lavoro dell’amministrazione e non lo permetterò nemmeno questa volta. Fin dall’inizio ho chiarito un punto politico al quale non ho mai rinunciato: qui si amministra, i vecchi giochini politici non ci interessano, fanno parte di una mentalità che non è la nostra. Ho sentito parlare di clima insostenibile, di impossibilità di dialogare, roba da non credere. Sono stato io negli ultimi mesi a chiedere ai partiti incontri per discutere di temi importanti per Capannori, ma non ho mai ricevuto risposta».

Eppure la sinistra capannorese da tempo denuncia la scarsa possibilità di dialogo con l’amministrazione.

«La sinistra capannorese è esplosa, mi sembra chiaro. Per alcuni anni il bel contenitore creato da Leana Quilici, Sinistra per Capannori, era riuscito a tenere unite le diverse anime di quello schieramento, proponendo e coinvolgendo. Quando Sel è uscita da quel contenitore, sono iniziati i primi problemi, ma non deve essere l’amministrazione a pagarne le conseguenze. I mal di pancia dei partiti non possono essere sempre scaricati sul “sindaco cattivo”. Per di più, se la sinistra avesse voluto portare avanti le proprie politiche a livello amministrativo, perché far dimettere i suoi due assessori? Avrebbero lavorato meglio da dentro la giunta. Da fuori cosa possono fare?».

Ha parlato con i rappresentanti della sinistra dopo questo terremoto?

«Ho sentito Ciacci dopo le dimissioni di Quilici e, a parte il non aver fatto alcun cenno alle sue dimissioni, gli avevo chiesto di fare da tramite con i vertici di Sinistra per Capannori per cercare di parlare di questa situazione. Invece, dopo una settimana, anche Alessio ha lasciato la giunta. Con Eugenio Baronti, di Sel, ho contatti continui, non mi pare ci siano problemi. Eugenio è stato uno dei politici insieme a Rossano Ercolini ascoltando i quali sono cresciuto, qui a Capannori. È legato a vecchi schemi, liturgie che non sono mie, ma ci intendiamo».

E adesso cosa accadrà alla coalizione, in vista anche delle amministrative del 2014? «Non ho capito le dimissioni dei miei assessori e non riesco a leggere gli scenari politici futuri. Io sono stato chiaro fin da subito: se ci saranno le primarie, appoggerò il candidato che le vincerà, senza se e senza ma. Nel frattempo, continuiamo a lavorare».

Insomma, se una crisi c’è, ha colpito la sinistra, non certo la giunta. Le elezioni amministrative sono ancora lontane e il primo cittadino non rinuncerà a portare a termine i progetti in cantiere, con o senza una parte della coalizione che lo ha appoggiato quattro anni fa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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