Il Tirreno

Lucca

Stalking, prosciolto manager settantenne

L’ex socia in affari, più giovane di 25 anni, l’aveva denunciato dopo una serie di e-mail

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LUCCA. L’ex socia in affari - una donna più giovane di lui di 25 anni - lo aveva denunciato per violenza privata e stalking. Sosteneva di essere caduta in uno stato di depressione causato dalle pressanti e continue richieste dell’imprenditore e manager aziendale ultrasettantenne che, attraverso e-mail e messaggi, la invitava ad estinguere un debito contratto con lui facendole intuire più o meno velatamente che il pagamento poteva avvenire anche in modo differente. Un pagamento in natura, un rendez vous a sfondo erotico. Ma il giudice delle indagini preliminari Riccardo Nerucci non ha creduto all’imprenditrice e ha disposto l’archiviazione nei confronti dell’anziano imprenditore assistito dall’avvocato Francesca Del Carlo. L’impressione è che la denunciante abbia agito sull’onda emotiva seguita dalla fine, non solo del rapporto d’affari, ma anche della storia sentimentale con il manager durata sei anni. Il giudice rileva infatti l’insussistenza dei reati di diffamazione e atti persecutori (stalking). Perché la divulgazione da parte dell’imprenditore della notizia della sua relazione sentimentale con l’ex socia in affari non è sufficiente di per sé a integrare il reato di diffamazione visto che quella condotta non ha leso in concreto la sua reputazione (la donna era già separata da tempo e aveva una vita propria e autonoma). E per il giudice non sussiste nemmeno l’ipotesi di stalking visto che le minacce e le molestie via internet sono assai sfumate. I messaggi inviati alla donna di 48 anni o inseriti su facebook esprimono delusione e a tratti risentimento del settantenne imprenditore nei confronti dell’ex amante. Ma non presentano, stando al giudice e anche alla procura che aveva già chiesto l’archiviazione, profili intimidatori o molesti e comunque non sono reiterati da poter integrare il reato di stalking. Tra l’altro per il giudice, trattandosi di messaggi inseriti dall’imprenditore indagato sulla propria pagina personale di facebook, è persino dubbia la volontà di indirizzarli all’ex amante visto che lei lo aveva cancellato dalla propria lista di amicizie. Il giudice quindi ha ordinato l’archiviazione del procedimento penali e la restituzione degli atti al pubblico ministero. La denunciante adesso rischia di finire nei guai. Perché l’ex socio d’affari e amante potrebbe decidere di adire a vie legali nei suoi confronti e procedere con un esposto-denuncia per il reato di calunnia. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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