Proteste
Scrutatori, M5S torna all’attacco
La grillina Giorgi: resta la vecchia politica. Battistini (Pd): tutto ok, non rifarei dimettere mio figlio
LUCCA. Messa nell’angolo, col suo ordine del giorno sulla revisione dei criteri di selezione degli scrutatori bocciato, mentre è passato quello della maggioranza, non si dà per vinta Laura Giorgi, la consigliera del Movimento 5 Stelle che, alla vigilia delle elezioni politiche di febbraio aveva sollevato il polverone sulla presunta parentopoli negli elenchi degli scrutatori. Con un ordine del giorno aveva denunciato, il 24 febbraio 2013, la presenza di numerosi parenti di politici locali tra gli scrutatori designati ai seggi. E la vicenda si era tanto gonfiata da portare, alla vigilia delle consultazioni, alle dimissioni di un numero degli scrutatori che portavano un nome scomodo in quel contesto.
Oggi Laura Giorgi è indignata per come si sono svolti i fatti che hanno portato alla bocciatura delle sue istanze, anche se soprattutto a bruciare «è la mancata comprensione degli umori del popolo che a febbraio ho voluto far emergere. In quel momento chi si sentiva chiamato in causa si era quasi scusato, salvo poi rimangiarsi tutto martedì in consiglio comunale. Mi dispiace che ancora oggi si faccia politica e non le politiche. E comunque non finirà qui. Ho chiesto copia della registrazione di quanto è stato affermato in consiglio».
Laura Giorgi ripercorre i tempi della vicenda. «Il mio ordine del giorno del 24 febbraio è arrivato in commissione Partecipate il 23 aprile - racconta -. Purtroppo, sembra per un disguido istituzionale non sono stata invitata alla commissione. La sera precedente il consigliere presidente della commissione, resosi conto dell’accaduto, mi ha telefonato per scusarsi, in maniera educata. Gli ho proposto di intervenire in diretta telefonica alla riunione. Ma non sono stata interpellata. E in consiglio ho trovato un altro ordine del giorno presentato dalla maggioranza. Questo metodo di lavoro non è corretto e non permette collaborazione. Non solo ancora il problema della scelta degli scrutatori non è stato risolto, ma una volta che la commissione pare essersi svegliata grazie al M5S, cancella in pratica l’ordine del giorno del movimento e ne presenta un altro».
Per questi motivi la consigliera ha emendato il suo odg aggiungendo un finale uguale a quello della maggioranza. Ma senza risultato: il suo documento è stato respinto (18 no e 2 sì), quello della maggioranza approvato all’unanimità (anche col voto favorevole di Laura Giorgi, per questione di coerenza).
Francesco Battistini, capogruppo Pd e padre di uno scrutatore che si è dimesso prima delle politiche, in consiglio ha tuonato, e l’indomani lo ribadisce, che «parentopoli non esiste. Il Comune non può cambiare la legge dello Stato. Di certo la commissione Partecipazione farà un nuovo regolamento per individuare gli scrutatori. Si comincerà col ripulire il registro dei nomi vecchi, 3.548 sono un’esagerazione». E ribadisce che «oggi non farei dimettere mio figlio, perché tutte le procedure si erano svolte secondo la legge».
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