Attenzione
I cittadini vogliono avere risposte pertinenti
LUCCA. "Su ciò di cui non si può parlare, si deve tacere". Scriveva così il filosofo Wittegenstein: una citazione che il comitato “pro ponte in giusto loco” prende in prestito per descrivere il...
LUCCA. "Su ciò di cui non si può parlare, si deve tacere". Scriveva così il filosofo Wittegenstein: una citazione che il comitato “pro ponte in giusto loco” prende in prestito per descrivere il comportamento di comune e Provincia.
«Perché non ci rispondono? – si chiedono i cittadini – Se come comitato abbiamo torto, dimostratecelo. Rispondeteci su tutto, ma in modo pertinente. Vogliamo chiarezza. Le amministrazioni continuano a ripetere che l’opera del nuovo ponte deve essere costruita sulla via di Camaiore, senza spiegarci il perché con dati alla mano. Noi, basandoci anche sui pareri della Soprintendenza e dell’Autorità di Bacino e sulle ipotesi di Anas, continuiamo a ribadire che lì non deve essere costruito. Siamo favorevoli al nuovo ponte, ma in un altro luogo: vogliamo una soluzione al traffico realmente funzionale, che migliori la qualità di vita di tutti i lucchesi. Secondo la legge per decidere di costruire una nuova opera, come può essere il ponte sul Serchio, si deve dimostrare la necessità, con dati provati e oggettivi. In una parola: occorre uno studio di fattibilità. Esiste questo studio? Al Comitato Pro Ponte in giusto loco risulta di no. Soltanto in forza di questi atti di programmazione un ente pubblico può determinare il costo di una nuova opera pubblica: a questo punto si possono stanziare proprie risorse economiche e stipulare gli Accordi Attuativi con gli altri enti che intendono collaborare. Solo se questi passi sono stati eseguiti è possibile indire un bando per idee che, tanto per rimanere in tema, per legge deve essere già previsto nel famoso studio di fattibilità di cui chiediamo conto. Chiediamo pertanto all'Amministrazione provinciale se è stata seguita la procedura prescritta dalla normativa».
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