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Lucca

Baronti: clima deteriorato da anni

Baronti: clima deteriorato da anni

Le reazioni nel centrosinistra capannorese, dove ci sono divisioni e polemiche

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CAPANNORI. «Alla fine, è successo quelle che andavamo dicendo da anni. I disagi provocati dalla mancanza di dialogo e confronto sono emersi con forza». A parlare è Eugenio Baronti,uno dei punti di riferimento storici della sinistra capannorese. Nei giorni scorsi, a crisi aperta, si è fatto promotore di incontri e dibattiti sul recupero della compattezza del centrosinistra capannorese, ma è chiaro , che la situazione è assai grave e complessa. Al di là dei malumori capannoresi, infatti, ci sono le elezioni amministrative quasi alle porte (si terranno nella primavera del 2014) e gli scenari nazionali completamente mutati rispetto a pochi anni fa.

«Non si può governare un comune senza tenere in considerazione le voci che arrivano dall’esterno – dice Baronti – Le dimissioni degli assessori Leana Quilici e Alessio Ciacci sono il risultato di un clima che ha iniziato a deteriorarsi fin da subito, con lo scoppio della polemica sull’impianto di compostaggio. A Capannori sono state fatte molte cose buone, ma è chiaro che ci sono dei problemi da risolvere. Come sinistra, ci siamo riproposti di aprire un tavolo di confronto proprio su questi temi. Abbiamo chiesto al sindaco disponibilità e buona volontà. Ora dipende da lui» Uno scenario che renderà la corsa alle amministrative ancora più complicata. Lo sa anche Alessio Cecchini, uno dei dissidenti, il primo ad abbandonare la maggioranza dopo i dissapori con il sindaco Del Ghingaro sull’impianto di compostaggio. Dal gruppo misto in consiglio comunale commenta: «Conosco il clima che ha portato Ciacci e Quilici alle dimissioni. Lo denunciai a mia volta, quando decisi di abbandonare la maggioranza. La mia posizione, forse, era più semplice. Potevo continuare a fare il consigliere, a dare il mio apporto, anche se non più dallo schieramento con il quale mi ero presentato. Per gli assessori è diverso: se lasciano sono fuori. Alla fine, però, è successo. Quilici e Ciacci hanno lasciato. Le idee politiche ci accomunano, anche se non sempre mi sono trovato d’accordo con Alessio sul metodo. Spero che da questo caos nasca un nuovo progetto, a patto però che sia inclusivo. Di divisioni e polemiche ce ne sono state anche troppe negli ultimi anni». (a.b.)

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