Il Tirreno

Lucca

Viale Europa attende soluzioni

Il comitato torna a chiedere di rendere sicuro l’incrocio con via Paolinelli

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MARLIA. «A tre anni dalla primavera del 2010 segnata da una tragica serie di incidenti e morti sul viale Europa di Marlia ancora non si intravede un progetto organico di profonda riqualificazione. Servono soluzioni, in primis per l’incrocio tra il viale e via Paolinelli».

A parlare è Vittorio Pellegrini, tra i promotori di un comitato che sta animando il dibattito sul futuro di Marlia. Proprio lui, tre anni fa, perse una parente in uno degli incidenti che ricorda nell’intervento e dal quel momento in poi non ha mai smesso di chiamare in causa gli enti preposti perché si arrivi a liberare il paese dall’assedio del traffico.

«L’amministrazione comunale è fino a oggi intervenuta, in colpevole ritardo, con interventi discussi e discutibili. Il rilancio della comunità di Marlia passa invece su altri binari – prosegue Pellegrini - La soluzione del nodo viale Europa e in particolare dell’incrocio con via Paolinelli non può più essere rimandata. Il viale, percorso ogni giorno da centinaia di camion, rappresenta una lama che taglia la comunità in due. Più volte sindaco e assessori si sono espressi per la realizzazione di opere non più rinunciabili come rotonde e attraversamenti pedonali e in particolare di un sottopasso in prossimità dell’incrocio. Anche il presidente della Provincia Stefano Baccelli si è dichiarato pubblicamente favorevole al sottopasso, ma niente è ancora stato realizzato. Sulla soluzione di questo problema si gioca la credibilità dell’attuale classe politica capannorese».

Insomma, Marlia non può essere ridotto a un dormitorio e per migliorare la situazione p indispensabile risolvere il problema del traffico e, magari, anche rilanciare il paese dal punto di vista sociale e culturale, con un polo gemello ad Artemisia, da pochi mesi inaugurato a Tassignano.

Sulla questione della viabilità-mobilità interviene anche Eugenio Baronti (Sel), che chiede di abbandonare il progetto dei nuovi assi viari. «Siamo entrati da oltre un decennio in un nuovo secolo in cui il sistema che si è fondato su di una mobilità tutta centrata sul trasporto individuale privato su gomma è entrato irreversibilmente in crisi. Nel frattempo, la Piana ormai è ormai diventata una conca satura di asfalto. Gli amministratori oggi devono avere il coraggio di iniziare a dire che un’epoca si è chiusa. Dobbiamo iniziare a costruire un’idea di sviluppo non più quantitativo ma qualitativo. Abbiamo una linea ferroviaria abbandonata a se stessa di stampo ottocentesco proprio lungo l’asse dove si concentra la stragrande maggioranza della popolazione toscana. Occorre razionalizzare i tempi e sperimentando nuove modalità, riqualificando e rivoluzionando il sistema del trasporto pubblico e, infine, trasferendo su ferro quote di traffico merci».

Arianna Bottari

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