Il Tirreno

Lucca

Sos Casa della Salute l’apertura ha tempi lunghi

di Fabrizio Tonelli

Si ipotizza di realizzarla nei locali attualmente occupati da malattie infettive Ma bisognerà adeguare l’edificio dopo il trasferimento del Campo di Marte

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LUCCA. La Casa della Salute prevista al Campo di Marte dopo il trasferimento dell’ospedale a San Filippo con ogni probabilità sarà ricavata nei locali attualmente occupati dal reparto di malattie infettive. L’edificio che ragionevolmente più si presta ad accogliere questa attività.

Questo tema è tornato in primo piano alla luce dei 638mila euro che la Regione Toscana ha destinato all’Asl 2 per l’apertura di due nuove Case della Salute, negli ospedali da dismettere a Lucca e nella Valle del Serchio. Tanto più che si tratta di strutture che sono destinate a rappresentare un punto di riferimento importante per l’assistenza sanitaria: nell’ospedale per acuti sono previste degenze massime di 5 giorni ed è quindi indispensabile un presidio per le cure intermedie.

Mancano 269 giorni all’apertura del nuovo ospedale a San Filippo e purtroppo è certo che la Casa della Salute prevista al Campo di Marte non potrà essere attivata contestualmente. Ci sarà bisogno, infatti, di mettere a punto, a livello normativo, strutturale, per gli arredi, gli edifici che l’Asl con tinuerà a utilizzare, trasferendovi tra l’altro anche gli uffici della direzione, attualment a Monte San Quirico.

L’ipotesi più fattibile sembra essere quella di collocare la Casa della Salute negli spazi che attualmente ospitano il reparto di malattie infettive, che dispone già di camere a due letti con bagno e di una serie di altri locali, collocati su due piani, che potrebbe essere facilmente adeguati. Anche nella prospettiva che poi la Casa della salute si trasformi nella prevista “aggregazione funzionale territoriale” con la presenza attiva dei medici e dei pediatri di base . Non meno di 10 i letti, anche se il numero preciso sarà probabilmente individuato e deciso in base alle esigenze che verranno verificate.

Nella fase immediatamente successiva all’apertura del San Luca dove potranno essere collocati i pazienti bisognosi delle cosiddette cure intermedie? Intanto l’Asl ha incrementato i posti letto in qualche Rsa e una operazione analoga potrebbe essere effettuata alla Casa della Salute di Marlia, che con un accordo da definire, potrebbe accogliere anche pazienti lucchesi. C’è anche un’altra ipotesi: quella di fare ricorso, in caso di necessità, ai posti letto delle strutture private convenzionate, quindi la clinica Barbantini e la casa di cura S. Zita.

Il modello cui fare riferimento è comunque proprio il polo sanitario di Marlia, realizzato con un investimento di circa 3,5 milioni, che si rivolge a tutta la Piana con una popolazione di riferimento di circa 160mila persone.

Qui al di là degli uffici amministrativi, con Cup, pagamento ticket, scelta e revoca del medico di medicina generale e del pediatra, richiesta degli attestati di esenzione dal ticket, ci sono vari altri servizi: dall’assistenza sociale al punto insieme per i non autosufficienti. E poi centro prelievi, poliambulatorio, sala radiologica diretta, medicina d’iniziativa e medicina di gruppo.

E infine l’ospedale di comunità, struttura destinata a fornire una risposta ai bisogni di salute di quei pazienti che non necessitano dell’ospedale per acuti, ma che non possono vedere risolti tutti i loro problemi sociosanitari in ambito domiciliare o in una residenza assistita. Un’attività pensata per fronteggiare il problema della fase sub-acuta del malato, cui si può accedere sia dall’ospedale, al momento della dimissione, sia dal domicilio per un periodo che va da un minimo di 15 a un massimo di 30 giorni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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