Sicurezza
Se ne vanno le referenti delle pari opportunità
Con loro danno le dimissioni anche i coordinatori dell’Osservatorio della Pace Accusano l’amministrazione di Capannori di rendere difficile il proprio lavoro
CAPANNORI. L’amministrazione capannorese perde altri pezzi. Dopo le dimissioni dell’assessore alla cultura Leana Quilici, rassegnate nei giorni scorsi, si sono dimessi anche la presidente della Commissione Pari Opportunità Ylenia Da Valle, la vicepresidente della stessa commissione Lisa Testi, la coordinatrice dell'Osservatorio per la Pace Elena Di Martella Orsi e il coordinatore dell'Osservatorio Matteo Marcheschi. Insieme a loro si dimettono anche cinque componenti della Commissione Pari Opportunità.
Che tirasse una cattiva aria tra la giunta targata Del Ghingaro e il mondo dell’associazionismo e del volontariato era ormai chiaro, visto che le associazioni avevano deciso di disertare, per la prima volta in anni, la festa del Primo Maggio organizzata in piazza Aldo Moro. La loro assenza aveva funzionato come un segnale di allarme per una crisi che è scoppiata nei giorni immediatamente successivi al Primo Maggio. Ora, dopo che le voci si sono rincorse per alcuni giorni e mentre la crisi nel centrosinistra capannorese ha coinvolto non solo singoli esponenti politici, ma anche i partiti (come dimostrano gli interventi di Sinistra per Capannori e Partito democratico), ecco arrivare l’ennesima nota ufficiale.
«Siamo le rappresentanti e i rappresentanti delle volontarie e dei volontari che per anni hanno animato la Commissione Pari Opportunità del Comune di Capannori e l'Osservatorio per la Pace, investendo il tempo e risorse per attivare e radicare numerosi processi democratici. Siamo stati promotori di importanti campagne, da quella per la ripubblicizzazione del servizio idrico a quella per il rispetto della dignità di genere nelle pubblicità, oltre che di importanti iniziative, come la grande fiera dell'editoria indipendente. L'immagine di Capannori come comune attento ai Beni Comuni e alla Partecipazione si è costruita anche grazie al nostro lavoro, che spesso è stato capace di sopperire alla mancanza di fondi economici – scrivono Da Valle, Tesi, Marcheschi e Orsi - Negli ultimi mesi, però, la nostra azione si è fatta più inefficace e farraginosa: lungaggini burocratiche e ingerenze nelle decisioni hanno minato alla base il presupposto di autonomia e rispetto istituzionale che fonda i nostri due organismi. Oltre a ciò, i costanti trasferimenti dei nostri uffici e delle competenze amministrative hanno imposto alle commissioni di essere sempre precari e costretti a riorganizzarsi. Abbiamo chiesto più attenzione all'amministrazione, arrivando anche, insieme al Forum delle Associazioni, a non partecipare al concerto del Primo Maggio. Tuttavia, non solo non abbiamo avuto risposte, ma l'amministrazione non ci ha neanche offerto un'occasione di incontro». Un ulteriore segnale di disinteresse sarebbe stata la redistribuzione delle deleghe dopo le dimissioni dell'assessore Quilici. La delega alle parti opportunità, infatti, è stata conferita alla consigliera comunale Silvia Amadei. «Il fatto che le competenze delle Pari Opportunità siano state affidate a una consigliera, esclude di fatto le questioni di genere dagli interessi della giunta. Come rappresentanti della Commissione Pari Opportunità e dell'Osservatorio per la Pace ci sembra di capire che il nostro tentativo di fondere l'impegno per la pace e quello per la dignità di genere non interessi alla giunta Del Ghingaro».
Arianna Bottari
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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