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Mediolanum punta su Lucca

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Ennio Doris, presidente della banca: «C’è una buona propensione al risparmio»

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LUCCA. «Questa per noi è una piazza importante, un territorio dove riteniamo che ci sia una buona propensione al risparmio. Organizziamo più di 5mila eventi all’anno, ma riserviamo questi numeri e queste attenzioni solamente alle città che per noi sono più importanti».

A parlare è Ennio Doris, presidente della Banca Mediolanum, che su Lucca ha 49 family banker attivi, 8.055 clienti e un patrimonio di 324,6 milioni di euro. Manca poco al talk show su banche e territorio organizzato ad hoc in un auditorium di San Romano stracolmo e nella stanza privata riservata alla stampa Doris ha le idee molto chiare nel promuovere la sua idea di banca orientata sul privato, “costruita intorno a te”, come ripete la pubblicità ormai da una quindicina di anni.

«Siamo orientati soprattutto sui privati e non abbiamo il peso degli uffici – spiega – per questo siamo in grado di dare liquidità al mercato e così mentre nel 2012 le banche hanno dimezzato il numero dei mutui concessi, noi lo abbiamo aumentato del 76% mentre i prestiti personali addirittura del 98%. I numeri sono nazionali, ma Lucca è perfettamente in linea con il dato italiano».

Proprio i profili dei risparmiatori sono una delle cose che gli stanno più a cuore: «I dati indicano che lo scorso anno i depositi allo sportello sono diminuiti mentre nel 2013 stiamo registrando un’inversione di tendenza che, unita all’abbassamento dello spread e del costo del denaro, può riservare opportunità d’investimento interessanti per i cittadini. Quando si parla di risparmio, non siamo lucchesi, né italiani, né europei, ma cittadini del mondo. Il sistema economico e finanziario italiano è solidissimo, ma nel mondo ci sono opportunità migliori rispetto al mercato di casa nostra e si è ormai conclusa un’epoca durata 30 anni in cui era conveniente investire in obbligazioni. Ora i rendimenti dei bond statali sono crollati mentre ci sono zone del mondo che hanno già messo la crisi alle spalle. Per questo l’indicazione che possiamo dare è diversificare: investire in territori differenti su prodotti differenti e con valute differenti. Una soluzione possono essere i fondi azionari, che permettono di gestire i risparmi e in alcuni casi di avere anche una distribuzione di dividendi».

Poi l’accento passa sulla definizione di “banca del territorio”, un termine che a Lucca si sente utilizzare sempre più spesso in seguito alle fusioni tra istituti bancari che hanno portato fuori la proprietà e il controllo delle maggiori banche cittadine. «Con le fusioni si è fatta economia di scala – conclude Doris –. I centri decisionali però si sono allontanati dai consumatori abbassando la qualità del servizio, mentre prima si parlava direttamente con i dirigenti. Per questo abbiamo scelto di ovviare al problema creando un sistema di banca che va direttamente dal cliente, prende decisioni a casa sua e dialoga a distanza sfruttando la tecnologia».

Alessandro Petrini

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