Sicurezza
La città del futuro si basa sul recupero
In consiglio il sindaco spiega le linee guida del piano di sviluppo propedeutico al regolamento urbanistico
LUCCA. Non sentenzia duro «mattone zero», ma in modo più diplomatico afferma che «dobbiamo contenere al massimo il consumo di suolo, che è stato eccessivo negli ultimi anni». Una mancanza di chiarezza avvertita dalla platea dei consiglieri riuniti in Palazzo Orsetti (non si costruirà più o si costruirà, ma poco?) quando il sindaco Alessandro Tambellini comincia a illustrare le linee di indirizzo per la redazione del piano strategico/piano di sviluppo comunale propedeutico al nuovo piano strutturale (e al successivo regolamento urbanistico), strumento quest’ultimo col quale l’amministrazione avrà il non facile compito di indirizzare il futuro urbanistico (e non solo) della città per il prossimo ventennio.
Per il resto, il decalogo delle linee di indirizzo viene spiegato dal primo cittadino in modo preciso e puntuale. «Occorre recuperare aree dismesse e inutilizzate - dice Tambellini - come le ex officine Lenzi, lo scalo merci, il magazzino della ex Manifattura Tabacchi, l’area di Pulia, l’attuale ospedale, al Giannotti l’area Gaddi, l’ex manicomio di Maggiano, l’area di Carignano, l’ex pastificio Mennucci. E - aggiunge - il recupero ambientale, urbanistico e architettonico dovrà essere portato avanti considerando al massimo l’indirizzo culturale. Occorrerà lavorare molto sulle periferie, dove si trovano quartieri dormitorio. Negli ultimi anni si è costruito senza dotare i nuovi complessi residenziali di servizi di corredo, che ora vanno creati».
La riorganizzazione del territorio, insiste il sindaco, dovrà essere condotta «secondo prospettive di sviluppo durevole improntato alla sostenibilità».
Altri punti cardine del piano strategico saranno la riorganizzazione «del sistema della mobilità di merci e persone sul territorio di Lucca e della Piana, la promozione di un turismo d qualità e della green economy». Perché il turismo oggi, per la città «è una voce importante del prodotto interno lordo. Dobbiamo tenere a un turismo di qualità, che spinga le persone ad aumentare la permanenza media in città», dice.
Sempre per quanto riguarda l’economia, Tambellini auspica che Lucca possa essere nel breve periodo la culla di tante aziende «di nuova generazione, ad alto valore aggiunto per studio, ricerca e tecnologia. La dimensione delle cartiere,che occupano almeno venti ettari di territorio ciascuna, d’ora in poi non sarà più sostenibile».
Non ultima la questione del rischio idraulico, che sta molto a cuore al primo cittadino. «Negli ultimi trenta-quarant’anni - afferma - l’edificazione ha distrutto gli apparati difensivi del territorio, ovvero i sistemi di canalizzazione, che oggi vanno rirpristinati».
Partecipazione e sito web. Un percorso così importante per la città non sarà portato avanti nelle stanze dell’amministrazione ma a tu per tu con la gente. Questo il sindaco lo afferma con forza. «Il nostro percorso - dice infatti - dovrà basarsi sul confronto e il colloquio con i cittadini, nel corso di momenti pubblici. Stileremo un programma di incontri con organizzazioni e abitanti su temi specifici. Creeremo un sito web dove confluiranno i suggerimenti per il nuovo piano, che saranno poi riuniti in una mostra. Sentiremo anche Regione, Camera di Commercio fondazioni. E ci sarà un comitato scientifico, di cui faranno parte esperti di Imt e della Scuola Sant’Anna per valutare il lavoro svolto per progettare la città del futuro».
Obiettivi. Ripristinare il paesaggio lucchese, con le sue caratteristiche e le sue architetture. Non ultimo, il sindaco insiste anche su questo aspetto per il piano strategico. E auspica di produrre un piano che vada nella direzione «di voltare pagina, di muovere l’economia, dopo il guasto notevole prodotto dall’ultimo regolamento urbanistico del 2004».
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