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LUCCA. Bocciato (18 voti contrari e due a favore) l’ordine del giorno sul sorteggio degli scrutatori ai seggi della consigliera M5S Laura Giorgi; passa (con 19 voti favorevoli e uno contrario) quello...
LUCCA. Bocciato (18 voti contrari e due a favore) l’ordine del giorno sul sorteggio degli scrutatori ai seggi della consigliera M5S Laura Giorgi; passa (con 19 voti favorevoli e uno contrario) quello sullo stesso argomento della maggioranza. Anche se entrambi propongono lo stesso impegno per il consiglio comunale: quello di «impegnarsi a dare mandato alla commissione partecipazione, statuto e regolamenti di elaborare principi e criteri per la scelta degli scrutatori al fine di consentire alla commissione elettorale di svolgere al meglio il proprio compito». L’ordine del giorno della maggioranza finisce qui, quello della Giorgi invece aggiunge la dicitura «garantendo i principi di trasparenza e imparzialità nella selezione dei cittadini cui affidare il delicato compito di scrutatore».
La vicenda di parentopoli ai seggi era scoppiata alla vigilia delle elezioni politiche di quest’anno, proprio a seguito di una segnalazione fatta dalla consigliera Giorgi su un numero cospicuo di familiari di esponenti politici nominati scrutatori. Una segnalazione che ha avuto effetto bomba: un numero di scrutatori parenti stretti di politici si sono dimessi. Ieri si è consumato l’ultimo atto, che, non nasconde la consigliera Giorgi, lascia l’amaro in bocca. «Ho agito per giustizia - dice -. Alla commissione partecipazione prima del consiglio sono stata invitata solo a tarda sera il giorno precedente. E in consiglio per me è stata un’esperienza molto negativa».
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