Sicurezza
«Con i patti territoriali salvi i piccoli ospedali»
LUCCA. Le case della salute sono un nuovo modello per l’accesso all’assistenza sanitaria del cittadino, che non comprometterà affatto i piccoli ospedali compresi quelli montani. Anzi, con la Regione...
LUCCA. Le case della salute sono un nuovo modello per l’accesso all’assistenza sanitaria del cittadino, che non comprometterà affatto i piccoli ospedali compresi quelli montani. Anzi, con la Regione l’intenzione è proprio quella di potenziarli costruendo insieme ai sindaci nuovi modelli che rispondano sempre di più, e meglio, alle esigenze territoriali e al sistema di rete ospedaliera. Per fare questo, con i sindaci e la Regione siamo al lavoro per la definizione di veri e propri patti territoriali.
È questo il commento del presidente di Uncem Toscana Oreste Giurlani a seguito della delibera presentata dall’assessore al diritto alla salute Luigi Marroni e approvata dalla giunta regionale che stanzia 8,2 milioni per avviare e implementare 54 Case della Salute su tutto il territorio toscano.
«Le Case della Salute – aggiunge Giurlani – saranno un’ottima iniziativa per la montagna toscana, dato che molti dei comuni in cui verranno realizzate sono montani, e vedrà l’integrazione di medici di famiglia, specialisti e famiglie con una presa in carico globale del cittadino sul territorio».
L’intervento rientra nel più ampio programma di riorganizzazione del sistema sanitario toscano, un programma che punta molto sul potenziamento dell’assistenza sul territorio, assegnando un ruolo chiave ai medici di medicina generale e rafforzando tutte quelle modalità assistenziali extra-ospedaliere che, tra l’altro, hanno il vantaggio di evitare ricoveri impropri e alleggerire dunque la pressione sugli ospedali».
Le Case della Salute sono aperte 7 giorni su 7, per 12 ore, dalle 8 alle 20. In alcune, si sperimenterà l’apertura per 16 ore, dalle 8 alle 24.
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