Trasporti
«Alce, l’inquinamento non è calato»
L’ex sindaco di Borgo a Mozzano Alfredo Scipioni ribatte alle tesi di Marco Scaltritti (Tua)
BORGO A MOZZANO. «Il giudizio dell’imprenditore Marco Scaltritti sull’impianto a biomasse in progetto a Fornoli, di cui è sempre stato sostenitore entusiasta, non può considerarsi disinteressato ed appare evidente che egli anteponga gli interessi aziendali alla salute dei cittadini della Valle».
Esordisce così Alfredo Scipioni, ex sindaco di Borgo a Mozzano nonché membro dei Comitati Ambiente e Salute, dopo aver letto le dichiarazioni rilasciate dallo stesso Scaltritti domenica scorsa. «Le affermazioni dell’esponente di Terra, Uomini, Ambinete non corrispondono alla realtà – asserisce Scipioni –. Innanzitutto non è affatto vero che l’impianto proposto da Alce sia un impianto di cogenerazione. Le centrali di questi tipo infatti sono composte da due fasi ben distinte: la prima provvede alla produzione d’energia, la seconda prevede il recupero del calore residuo da utilizzarsi nel processo tecnologico dell’azienda. Nel caso di Alce ciò non avviene: alla fase di produzione di energia elettrica, infatti, non segue la fase del recupero (salvo insignificanti quantità neppure valutate)».
E cosa ancor più grave – prosegue Scipioni –, «l’entità di energia non utilizzata rappresenta una misura enorme nell’ambito di quella generata. L’impianto così come proposto e approvato presenta un rendimento non superiore al 24% mentre la parte rimanente di calore viene dissipato nell’aria e nell’acqua, producendo di fatto, per il 76%, una combustione inutile con relativa immissione in atmosfera di sostanze generate».
Se il nostro territorio boschivo - continua Scipioni - «è, come lo definisce Scaltritti, abbandonato ed invecchiato, lo dobbiamo solo a chi ha gestito Alce e, in passato, ha fatto incetta di castagno sulle nostre colline. Aldilà delle frasi ad effetto, non risultano progetti per un adeguato recupero delle aree boschive della zona. L’inesattezza peggiore riportata da Scaltritti rimane comunque quella legata all’abbattimento delle cause d’inquinamento atmosferico del 30per cento. La diffusione di queste notizie totalmente sbagliate, è fuorviante ed offensiva nei confronti dei cittadini».
Chiara Lammari
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