Il Tirreno

Lucca

Bimba di 2 anni sola in strada all’alba

di Domenico Tani
Bimba di 2 anni sola in strada all’alba

È uscita di casa senza scarpe e in pigiama dalla porta lasciata inavvertitamente aperta dalla madre che andava al lavoro

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LUCCA. Ore di angoscia ieri mattina a S. Vito dove una bambina di appena due anni è stata salvata da un vicino che, all’alba, l’ha vista girovagare da sola, senza scarpe e in pigiama, piangente e disperata, che chiamava a gran voce la mamma. La piccola, boccoli biondi e gracilina, camminava in mezzo all'erba alta di piazzale Contessa Matilde.

Il pianto insistente della bambina, nel silenzio delle prime ore del mattino, è stato udito dai coniugi Annarita Chiocca e Vincenzo Summo, infermiere in una clinica privata, che increduli dal balcone del secondo piano della loro abitazione hanno visto la piccola girovagare disperata.

«Ci eravamo appena alzati - raccontano i coniugi - erano le 5,50».

In un primo momento il marito ha scambiato il pianto della bimba per un gatto in amore che miagolava per richiamare l'attenzione di un altro felino, ma la moglie ha subito intuito che si trattava del pianto di un bambino.

«Ho aperto la porta finestra che da sul balcone - racconta l'infermiere - e dopo un attimo di smarrimento ho notato qualcosa che spuntava in mezzo all'erba alta. Ho pensato fosse un bambino. Mi sono vestito in fretta e furia e sono sceso. Quando sono uscito fuori sentivo piangere, ma non vedevo più niente. Sono salito in auto ho percorso via Contessa Matilde, ho girato in viale Sardegna ma del bimbo nessuna traccia. Ho proseguito il giro con l'auto e poco dopo, nei pressi della chiesa nuova di San Vito, ho visto quello che pensavo fosse un bambino e subito ho chiamato il 112. Dalla centrale operativa dei carabinieri mi hanno passato il 113 perché in zona si trovavano delle volanti della polizia. Erano le 6.05. Sono sceso ed ho preso in braccio il piccolo e solo in quel momento mi sono accorto che era una bambina. Era spaventata, piangeva disperata e infreddolita. Aveva camminato senza scarpe tra l'erba bagnata. E' corsa anche mia moglie e nel giro di pochissimi minuti è arrivata una volante della polizia».

Secondo le prime ricostruzioni, la piccola ha attraversato viale Corsica, il parco di via della Contessa Matilde, viale Sardegna proseguendo per altri 3-400 metri fino alla chiesa nuova di S. Vito, quasi un chilometri dalla sua abitazione.

Lo scarso traffico di quell’ora e l’assenza di malintenzionati in giro hanno evitato un possibile dramma. Gli agenti hanno subito preso in consegna la piccola, che continuava a piangere disperata nonostante cercassero di fare del loro meglio per tranquillizzarla. Hanno cercato anche di ottenere qualche informazione dalla bambina per individuare la sua abitazione, ma lo spavento era tale che continuava nel suo pianto. Mentre tutti si stavano interrogando sul perché la piccola si trovasse da sola in mezzo alla strada, è arrivato un vicino, di corsa. Si è avvicinato agli agenti dicendo che era un amico della famiglia. La piccola alla vista dell'uomo ha riconosciuto un volto amico e ha smesso di piangere. Il vicino ha quindi indicato ai poliziotti quale fosse l'abitazione dei genitori.

Quando gli agenti si sono presentati nella casa hanno trovato la nonna e la mamma della piccola che, dopo un’ora di assoluta disperazione, hanno potuto tirare un sospiro di sollievo e riabbracciare la bambina. E’ stata la fine un incubo. Ascoltando il racconto della madre e della nonna gli agenti hanno potuto ricostruire l’accaduto.

Alle quattro del mattino, la giovane mamma era uscita di casa per recarsi al lavoro, tirandosi dietro la porta che però era rimasta solo socchiusa. Successivamente la piccola si era svegliata e, trovata la porta aperta, era uscita scendendo in strada senza che la nonna si accorgesse di niente. Quando la nonna si è svegliata e non ha trovato la bambina nel lettino ha subito chiamato la figlia che, è tornata a casa per cercarla. Non riuscendo a trovarla, era caduta nella disperazione. Da una prima ricostruzione sembra che la piccola sia rimasta fuori casa da sola per un’oretta prima che il suo pianto richiamasse l'attenzione dei due coniugi, il cui intervento, insieme a quello della polizia, è stato provvidenziale. Grazie ad un lavoro in sinergia tra polizia e cittadini, la storia si è risolta, per la gioia di tutti, con un grandi sorrisi e un respiro di sollievo.

«Sono davvero felice - conclude Summo - di essere riuscito a rintracciare la bambina e a consegnarla alla polizia. Però non mi sento un eroe. E' stato un gesto spontaneo che sono sicuro qualsiasi altro padre o madre avrebbe fatto per correre in aiuto di una piccola in quelle condizioni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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