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Lucca

«Biomasse, ok ai piccoli impianti»

«Biomasse, ok ai piccoli impianti»

Scaltritti (Tua): affiancando all’Alce una rete di microstrutture si creerebbero 100 posti di lavoro

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FORNOLI. Alce, ma non solo. A pochi giorni dal consiglio provinciale aperto in programma per il prossimo 9 maggio, Marco Scaltritti, presidente del Consorzio cooperative forestali “Toscana Verde” ed esponente di Terra, Uomini e ambiente, difende il progetto di Fornolie e, azia, rilancia, immaginando una rete di piccoli impianti diffusa sul territorio.

«Certamente - esordisce Scaltritti - il confronto sarà imperniato sul progetto Alce che rappresenta una riconversione da industria cartaria a base di cellulosa lignea (già servita, insieme all’impianto di tannino, da una centrale termo-elettrica della potenza di 50 Mw termici alimentata da fonti fossili come petrolio, oli pesanti , black liquor ecc. ecc.) a nuova centrale cogenerativa, della stessa potenza termica, per produzione di energia termica-elettrica, alimentata dalla fonte rinnovabile di biomasse forestali con notevoli riduzioni delle emissioni, oltre il 30%, rispetto ai parametri previsti dalla norma vigente e nel rispetto degli accordi preesistenti. Ma la questione su cui vorrei che ci fosse massima attenzione è che lo sviluppo di microimpianti a filiera corta, sotto 1 Mwe, determinerà benefici rilevanti sia sugli aspetti ambientali che occupazionali, nel nostro territorio provinciale».

Secondo Scaltritti il primo beneficio è per l’ambiente: «Il nostro territorio boscato attualmente è abbandonato ed invecchiato e i cambiamenti climatici in corso determinano su di esso un diffuso attacco di fitopatologie (matsucoccus, cimicione) ed in uno stato di profondo dissesto idrogeologico che mette a rischio le stesse popolazioni delle aree montane, come ormai i ripetuti eventi calamitosi dimostrano. Quindi se si potranno realizzare degli impianti a biomasse, si aprirà un importante mercato di sbocco per la produzione di cippato e la lavorazione del legno per altre filiere, permettendo ai proprietari privati di creare un reddito dalle loro proprietà ed alle imprese boschive di uscire dalla marginalità e dalle difficoltà economiche esistenti, generando nuova occupazione e contrastando l’abbandono».

Il presidente del consorzio ricorda che «attualmente nella Provincia di Lucca la stima delle potenzialità produttive delle agrienergie è determinata potenzialmente in 75.850 tonnellate l’anno: comprendiamo quanto sia importante per la forestazione sostenibile, questo sbocco di mercato. Sul piano ambientale i benefici sono ancora maggiori dello sviluppo della bioenergia: la bioenergia ha un ciclo chiuso del carbonio, a differenza dei combustibili fossili, contribuendo alla lotta contro i cambiamenti climatici. La gestione forestale e le cure culturali sono quindi di utile importanza per mantenere le foreste in salute, preservandole dagli incendi e dai dissesti idrogeologici. In una fase economica recessiva grave, come quella che viviamo oggi, rifiutare investimenti nella realizzazione degli impianti a biomasse forestali per la produzione di energie rinnovabili compatibili e sostenibili ambientalmente e socialmente capaci di generare nuova occupazione per oltre 100 nuovi posti di lavoro, sarebbe assurdo».

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