Sicurezza
«A Capannori serve un nuovo clima politico»
L’ex assessore Baronti (Sel): stima verso questa innovativa amministrazione ma dobbiamo ricostruire un rapporto di confronto con i partiti e i cittadini
CAPANNORI. (Ri)costruire una sinistra una sinistra capace di dialogare con le forze politiche, i cittadini, le associazioni. Nessuna critica all’amministrazione in carica, ma la volontà (forte) di affrontare i problemi del territorio con una diversa apertura mentale. Questa la missione, iniziata ieri pomeriggio al Civico 138 di Lammari. “Capannori, il centrosinistra come coalizione di governo non c’è più. Ricostruiamolo” il titolo dell’incontro (organizzato già da un mese) con l’obiettivo di superare «i limiti di una gestione politica e amministrativa che troppo spesso ha ignorato la domanda di partecipazione e confronto dei diversi soggetti e delle diverse sensibilità della coalizione».
Tra i promotori dell’iniziativa Eugenio Baronti, di Sel, ex assessore della giunta Del Ghingaro ed ex assessore regionale.
Siete critici con la giunta Del Ghingaro?
«Assolutamente no. Anzi, riteniamo che questa amministrazione sia la più innovativa della Toscana. Anch’io ho contribuito avviando la Via dell’Acqua, le casse popolari ecologiche, la strategia rifiuti zero. Quindi, stima e fiducia verso il sindaco e il suo esecutivo».
E allora, cosa non funziona a Capannori?
«Le dimissioni di Leana Quilici testimoniano della mancanza di dialogo tra le forze politiche. Occorre ritrovare un percorso che porti a un rinnovato confronto».
L’uscita di scena dell’assessore è avvenuta senza un dibattito politico?
«Sì, senza che i partiti sapessero nulla. Sintomo che qualcosa non va. E che quindi bisogna intervenire».
Sulle questioni più importanti manca la discussione?
«Il punto è questo. Esempio: si è parlato tanto di compostaggio, ma adesso la questione pare finita in un angolo. Non va bene».
Centrosinistra in crisi a Capannori?
«Dico di no. Semmai a essere in crisi è il Partito democratico, lacerato al suo interno e diviso».
Sel resta fedele a questa amministrazione?
«Sì. Però ribadiamo quanto diciamo dal 2010: urge ricostruire il dialogo».
L’indagine della Cgil tra i dipendenti comunali riferisce di un 90 per cento di insoddisfatti.
«Un caso da affrontare, senza dubbio. Nei corridoi del municipio si respira una evidente aria di insoddisfazione per i recenti trasferimenti di parte del personale. Non affrontando i problemi non si risolve niente. I nodi poi vengono al pettine, come si usa dire».
Duccio Casini
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