La manifestazione
Nella villa in collina una piscina abusiva
Strada e muro di 14 metri costruiti senza autorizzazione, soffitta trasformata in alloggio: scoperta a Carignano
LUCCA. Un tempio dell’abuso edilizio. Senza autorizzazione paesaggistica ed edilizia, nella villa in via delle Nubache a Carignano è stata costruita anche una piscina, con tanto di marciapiede, pavimentazione e due pedane rialzate da terra. Per accedere alla piscina, una strada di 14,45 metri larga 4,80, realizzata con uno sbancamento del terreno di 75 metri cubi. Anche questa opera non autorizzata. Idem il muro di contenimento del terrapieno nato dallo sbancamento, muro lungo quanto la strada di accesso alla piscina e alto nella punta massima 2 metri e 40 per poi degradare. Anche questo non autorizzato.
È solo l’inizio della descrizione dell’abuso rilevato il 6 aprile scorso nella villa di Carignano, contenuto nell’elenco (appena pubblicato)dei rapporti di polizia giudiziaria del mese scorso.
Nella villa gli agenti hanno avuto un bel daffare. Anche perché oltre a constatare la presenza di una piscina e relativa strada di accesso non autorizzate, hanno riscontrato un’altra serie di opere difformi dall’autorizzazione paesaggistica rilasciata nel 2006, dalla dichiarazione di inizio attività (Dia) presentata nel 2008 e senza il parere dell’ufficio strade. Il cancello, riporta la relazione, «risulta realizzato conformemente alla Dia ma in difformità rispetto all’autorizzazione paesaggistica». Il disegno appare modificato: il cancello previsto in una larghezza di tre metri in realtà è largo quattro e al di sopra del cancella la recizione di barre di ferro e rete metallica non era prevista negli atti.
Non finisce qui. Durante il sopralluogo gli agenti hanno riscontrato che la villa risulta difforme per modifiche interne ed esterne in tutti i piani. In particolare: «È stata variata abusivamente la destinazione di diversi locali al piano terra, primo e secondo; in quest’ultimo tre locali adibiti a soffitta sono stati trasformati in appartamento». Irregolarità anche nei parchi fotovoltaici nella parte a nord della cascina e quelli sotto strada: tutti «non conformi ai titoli per la presenza di discrepanze accentuate nella distanza e traslazione tra la stecca degli stessi e la cascina e per quelli sotto strada tra loro e la strada». E poi opere, si legge ancora nel rapporto di polizia giudiziaria, realizzate «in difformità all’autorizzazione ambientale nel 2010 ma in assenza di Dia: un manufatto in legno da adibire a ricovero attrezzi è stato trasformato in locale per ricovero di caprini». E anche nella cascina sono state riscontrate modifiche non autorizzate. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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