Il dolore
Jazz, moto e un Uomo Ragno gigante
Fumetti, musica, film western, Harley Davidson: tutte le passioni pop del magistrato
LUCCA. Non ci sono soltanto trattati di diritto e un costante lavoro di «ingegneria giurisprudenziale» nella vita di Domenico Manzione, 59 anni, un pezzo della storia giudiziaria cittadina che da lunedì diventerà sotto segretario al ministero degli Interni. Sono tante le passioni che lo animano e ne fanno - al di là del magistrato competente ed equilibrato - una persona piacevole per quel suo modo cordiale e diretto di comunicare e per quell’indiscussa umanità che sono il suo grande punto di forza. Dal cinema alla musica, dallo sport alla letteratura ecco un breve ritratto di un giudice che con autentica passione civile ha sempre creduto nei propri ideali senza mai rinunciarvi.
Il mucchio selvaggio. È uno dei film cult per Domenico Manzione grande appassionato di western. È una delle opere principali di uno dei suoi registi preferiti: Sam Peckinpah, il principale rinnovatore del genere per la profondità psicologica dei personaggi. Nel salotto di casa ha realizzato un piccolo «home teather» dove nei momenti di relax si gusta le pellicole che più lo intrigano. Ai primi posti Woody Allen e Clint Eastwood.
La moto rende liberi. La pacatezza e la bonomia del magistrato ormai lucchese d’azione sembrano stridere con una delle sue tante passioni: la moto, anzi l’Harley Davidson. Easy Rider docet. E così quando è riuscito ad acquistarne una non ha esitato a lasciare in garage l’auto (tempo permettendo) e arrivare in procura in sella al «pesante destriero».
Pensatore di centrocampo. Tifoso (assai tiepido) del Milan nostalgico dei tempi di Rivera e delle magliette di lana a strisce verticali con i numeri dall’uno all’undici per far gruppo con colleghi della procura e polizia giudiziaria non disdegnava le partite di calcetto. Il suo ruolo? Scontato: regista in mezzo al campo. I «maligni» (magistrati più giovani di una dozzina d’anni) sostenevano che il suo raggio d’azione era limitato al cerchio centrale del rettangolo verde. Dicerie: il dottor Sottile della procura sapeva sempre dove mandare il pallone. Ultimamente si è appassionato al golf. Frequenta il green compatibilmente con i tanti impegni e i miglioramenti sono costanti.
Chitarra e canzoni. La musica gli è sempre piaciuta. Classica, jazz, rock, country. E sin da giovane, per cercare come tutti di «rimorchiare», si è specializzato nel suonare la chitarra. In famiglia e con gli amici si diverte ancora a improvvisare le melodie degli anni Sessanta-Settanta. Il suo pezzo forte sono gli intramontabili «Beatles». Ma anche i cantautori - da Baglioni a Guccini, da Battisti a De Gregori - vanno forte e spesso esigono il bis dagli spettatori.
Fumetti. Il premier Enrico Letta sta a Dylan Dog come Domenico Manzione sta a Spiderman. «Da un grande potere derivano grandi responsabilità» frase cara al mitico Uomo Ragno può essere tranquillamente mutuata all’agire quotidiano del magistrato lucchese. E una gigantografia di Peter Parker, ricevuta casualmente in una edizione di Lucca Comics, campeggia in bella mostra in casa sua.
Carofiglio e De Cataldo. A spingerlo verso la carriera di magistrato è stato il nonno. Ma i suoi studi umanistici (classico a Montepulciano e Massa) gli sono rimasti addosso e la scrittura gli è sempre piaciuta. Non sono un caso la pubblicazione di due romanzi: un racconto giallo (Lost Dog, 2009) e un romanzo tratto dalla storia vera dell’arresto a Lucca del grande trombettista Chet Baker (Il Mio Amico Chet, 2011). Due piccole gradevolissime perle.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
