Finanza
Centrali, «cattivi odori non certificati»
La proprietà: disposti a intervenire, ma gli enti competenti non le hanno mai rilevate. Ad agosto gli impianti saranno fermi
LUCCA. «Se ci fossero riscontri in merito alle maleodoranze saremmo disposti a intervenire. Ma ad oggi da parte degli organismi preposti al controllo, rilevanzioni in questo senso non ce ne sono e noi non possiamo intervenire su qualcosa che non si verifica». Giuseppe Fabbri, ingegnere, è il responsabile delle due centrali a biomasse in via della Canovetta a San Marco, centrali che producono energia e fanno capo una alla Romea Import-Export srl, l’altra alla Dispensa Gourmet srl, entrambe di proprietà della famiglia Nieri.
Le sue parole non fanno una piega dalla prospettiva della proprietà. Nessuna preclusione a intervenire. È che «il puzzo di gasolio quando la centrale entra in attività, che si trasforma poi in odore di legno bruciato e di fritto» (dichiarazioni di Aria pulita, il comitato dei cittadini residenti nella zona) non è provato, nero su bianco, da analisi e campionamenti dell’aria eseguiti fin qui (da oltre un anno) dall’Arpat.
«L’Arpat - prosegue Fabbri - è venuta molte volte. Il rapporto con gli operatori è sereno, ci piacerebbe che continuasse così. Noi ci muoviamo secondo una linea molto chiara. Abbiamo limiti e li rispettiamo. Vogliamo fare un’attività industriale; se siamo nei limiti abbiamo il diritto di esercitarla, se non ci riusciamo saremo sanzionati. Vogliamo svolgere la nostra attività in maniera neutrale, senza alimentare alcun approccio polemico. Le prove dell’Arpat vengono fatte per verifica. Per noi il quadro non preoccupa».
Dall’analisi degli ultimi campionamenti eseguiti, Arpat ha rilevato per la centrale di Romea Import-Export «concentrazioni disomogenee delle polveri» ma non sopra il limite; per la centrale di Dispensa Gourmet sono state evidenziate emissioni di ammoniaca oltre la norma, probabilmente scaturite - spiega il report - da dosi eccessive di urea utilizzate per abbattere gli inquinanti (ossidi di azoto).
Fabbri riporta che intanto la centrale di Romea è entrata a regime, superando il problema delle polveri. Per l’altra si è dato il via, lo conferma anche la Provincia, a un’ulteriore marcia controllata (rodaggio) che proseguirà finché le emissioni non saranno calibrate entro i limiti. Poi anche questa centrale entrerà a regime e produrrà energia. Così dice l’ingegner Fabbri, ribadendo l’arbitrio della proprietà a produrre «in base a valutazioni di opportunità imprenditoriale. Ad esempio abbiamo deciso, in maniera volontaria, di fermare le centrali per gran parte di agosto, saranno spente almeno tre settimane».
Lo slittamento della marcia controllata, prevista dal 7 luglio 2012 al 7 gennaio 2013, è dovuto al fatto che le centrali sono state ferme un periodo. «Le abbiamo fermate il 17 settembre 2012 - sottolinea Fabbri - dopo una segnalazione per sforamento dei limiti; le autorità hanno imposto il blocco. Abbiamo realizzato l’impianto di cogenerazione e siamo intervenuti per abbattere la rumorosità. Si doveva ripartire a gennaio 2013 ma non è stato possibile. Il Comune aveva anche chiesto pareri a organismi nazionali. Adesso abbiamo un piano di produzione: una centrale produce normalmente, l’altra entrerà a regime a breve». E serba per ultima un punta salace: «Sono pisano, e a Pisa, vicino alle case, è stato realizzato un aeroporto e si sta costruendo un porto. Evidentemente a Lucca esiste anche un problema che va oltre: una città non può dire sempre no a tutto».
Maura Cavallaro, assessore provinciale all’ambiente, risponde alle dichiarazioni di solitudine dei cittadini in questa vicenda. «Non li abbiamo dimenticati, non sono soli - dice -. Abbiamo fatto installare le barriere antirumore, seguiamo i controlli e osserviamo che la legge sia rispettata».
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