Sicurezza
Rischio di inquinamento dalle centrali di S. Marco
L’Arpat: polveri e ammoniaca nell’aria in quantità superiori ai limiti tollerati. Ordine di ripetere la “marcia controllata”, il rodaggio prima di entrare in attività
LUCCA. Ammoniaca e polveri in quantità superiori ai limiti tollerati. Esiste un rischio ambientale per le due centrali a biomasse di San Marco. E per questo il rodaggio è tutto da rifare nei due impianti uno di fianco all’altro in via della Canovetta, separati sulla carta (uno fa capo alla società Dispensa Gourmet srl con sede in via del Brennero 1040, l’altro alla Romea Import Export srl, uguale indirizzo per la sede sociale) ma proprietà della stessa famiglia. Le relazioni dell’Arpat dopo l’esito degli esami di laboratorio sui campioni di aria prelevati nelle due centrali durante il periodo della “marcia controllata”, vale a dire il rodaggio prima dell’entrata a regime per l’effettiva produzione di energia, parlano chiaro. Per l’impianto di Dispensa Gourmet si evidenziano superamenti dei limiti tollerati soprattutto per quanto riguarda le polveri. «Nel primo campionamento - spiega l’agenzia regionale per la tutela ambientale - una media di 5,2 milligrammi per metro cubo, con uno scarto tipo di 5,1, valore che pur rispettando il limite emissivo dimostra una significativa disomogeneità dei dati; nel secondo campionamento una media di 9,1 milligrammi al metro cubo, con uno scarto di 2,3, valore molto più omogeneo del precedente e probabilmente più rappresentativo». Quanto ai rilievi sull’impianto della Romea Import-Export emergono invece, spiega Arpat nella relazione «valori anomali nei diversi prelievi, si presume un malfunzionamento dell’impianto di abbattimento o una sua errata regolazione. Si presume inoltre che gli impianti non siano stati portati correttamente a regime soprattutto durante i primi campionamenti». In questo secondo caso, in sostanza, il sospetto è che sia stata usata una quantità eccessiva di urea per abbattere gli inquinanti (ossidi di azoto)e che questo abbia fatto svettare i valori di ammoniaca dell’aria. A domanda se esista un rischio - ambientale e quindi di salute pubblica - Arpat risponde che «altrimenti non sarebbe stato previsto un nuovo rodaggio».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google