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Lucca

Manzione sottosegretario

Manzione sottosegretario

Il magistrato (a Lucca per molti anni) va all’Interno

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LUCCA. Lucca ha un esponente di assoluto rilievo nel governo guidato da Enrico Letta: ieri sera Domenico Manzione è stato infatti nominato sottosegretario all’Interno.

Per 11 anni consecutivi in servizio alla Procura di Lucca, il dottor Manzione (58 anni, sposato, due figli, residente a Viareggio), ha condotto molte importanti inchieste. Un lavoro certosino, portato avanti dal 1988 al 1999 prima di essere trasferito all’ufficio legislativo del ministero di Grazia a Giustizia, dove è rimasto per un triennio.

Poi il rientro a Lucca, fino alla nomina di procuratore della Repubblica ad Alba, incarico ricoperto per tre anni. Infine, la nomina in qualità di componente del consiglio direttivo della Scuola di formazione dei magistrati con sede nella capitale, anche se la didattica si svolge a Firenze che era quindi la sede di lavoro di Manzione.

«Tutto si è svolto nell’arco di un pomeriggio - racconta, emozionato, il dottor Manzione -. Mi hanno telefonato da Roma e in poche ore mi sono ritrovato al governo. Non mi aspettavo assolutamente questa nomina. Conosco Letta, ma non in modo approfondito, e la chiamata da Roma è stata sinceramente una sorpresa per me. Gli accadimenti sono stati repentini, non nascondo di essere, ora che è quasi mezzanotte, ancora incredulo. Farò come al solito il mio meglio, ci metterò tutto me stesso».

Manzione (la sorella Antonella ha l’incarico di comandante della polizia municipale di Lucca anche se fino al 2014 è distaccata al comune di Firenze) a Lucca ha guidato inchieste di grande spessore, in particolare nel settore della pubblica amministrazione: come il caso di Michele Martinelli, arrestato quando era sindaco di Capannori per una vicenda di corruzione.

E anche altri filoni legati allo spaccio della droga, all’usura, alle truffe, alla criminalità organizzata. Misura, equilibrio, garbo ne hanno sempre contraddistinto l'azione.

Ma la vita di Manzione è scandita anche dalla passione per i libri. Letti e scritti.

Ha pubblicato saggi sul giusto processo, sull’usura oltre a diverse edizioni dei codici con i professori Mario Chiavario e Tullio Padovani ed Enrico Marzaduri. Infine, Manzione è anche autore di libri gialli,

L’ultimo in ordine cronologico è stato «Il mio amico Chet», la storia del processo del trombettista americano Chet Baker, arrestato più di 50 anni fa a Lucca per detenzione di stupefacenti. Al di là della sintesi giudiziaria il libro è la fotografia di Lucca e la Versilia negli anni Sessanta tra ricordi ed emozioni.

Il magistrato-scrittore ha anche pubblicato (nel 2009) «Lost Dog». (d.c.)

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