Sicurezza
Imprenditori russi sono pronti ad acquistare l’ex villa Benassai
All’asta fissata il 18 maggio a un prezzo di 2,5 milioni potrebbe essere presentata l’offerta La dimora di S. Michele di Moriano visitata già tre volte da industriali di settore marmi e gas
LUCCA. La splendida villa cinquecentesta ex Benassai in località Piletra a S. Michele di Moriano nel mirino di un paio d’imprenditori russi sui 50-55 anni. Uno di loro, assieme alla consorte, ha visitato per tre volte la storica dimora e pare interessato a mettere le mani su quel gioiello incastonato nelle verdi colline della Lucchesia. Così il 18 maggio - prossima data della vendita all’incanto dell’ex complesso appartenuto al presidente della Lucchese, Emilio Gioia - potrebbe esserci l’aggiudicazione dell’antico e prestigioso edificio al prezzo di 2 milioni e 548mila euro. Oltre due milioni in meno rispetto al primo prezzo stabilito e oltre un milione rispetto all’asta dell’aprile 2012 (prezzo non inferiore a 3 milioni e 785mila euro). Un affare per l’imprenditore del settore marmi che pare quello maggiormente accreditato rispetto a un altro possidente dell’ex Urss che si occupa del gas metano.
La dimora storica. Una villa padronale che risale al 1500 e che comprende anche un magnifico giardino, una piccola cappella, garage e un’ampia piscina in muratura interrata e climatizzata oltre a vari appezzamenti di terreno compresi in una superficie complessiva di quasi 18mila metri quadrati con 2680 metri quadrati agricoli coltivati ad oliveto. Un piccolo paradiso terrestre. La villa è dotata d’impianti funzionanti (elettrico, riscaldamento, trattamento liquami ed ascensore) realizzati con materiali di pregio. E all’interno della dimora Emilio Gioia recuperò pitture e disegni risalenti al XVI secolo con pazienti interventi. Per non parlare dell’ottima posizione panoramica: dalle colline del Morianese si ammira un panorama mozzafiato che va dalla valle del Serchio sino alla cuore di Lucca comprese le colline che circondano la Piana.
Nessun acquirente italiano. Il valore reale del complesso immobiliare - stando all’architetto Velia Gini Bartoli che dagli inizi degli anni Duemila seguì passo passo il restauro - supera i 7-8 milioni di euro. Dal prezzo base di 5 milioni dopo una serie di aste andate deserte il valore del bene è sceso in picchiata sino agli attuali 2,5 milioni. A testimoniare che la crisi batte forte anche nei ceti più agiati. Perché, sinora, nessun imprenditore, magnate, miliardario del nostro Paese si è fatto vivo anche solo per dare un’occhiata alla villa cinquecentesca. Ma neanche attori e personaggi dello sport statunitensi, anglosassoni o nipponici hanno mai chiesto informazioni sul costo dell’antica dimora. Soltanto alcuni imprenditori indiani lo scorso autunno avevano chiesto agli addetti dell’istituto vendite giudiziarie di visitare il complesso. Il motivo? Volevano trasformarlo in un luogo di culto. Un centro religioso. Alla fine però hanno desistito. Troppo scarsi i 700metri quadrati coperti.
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