La manifestazione
Finiti i soldi per le case all’ex Centrolatte
Cantiere fermo da mesi, nonostante l’80% degli alloggi sia già sotto contratto. E l’azienda chiede aiuto agli acquirenti
LUCCA. C’è un quartiere che non ha mai preso vita. Un quartiere con oltre cento nuovi appartamenti, divisi in tre blocchi, a poche centinaia di metri dalle mura. È quello al posto dell’ex Centrolatte, fra la via Romana (dietro lo studio medico Martini) e la via Pesciatina. Un investimento fermo da oltre un anno per una difficoltà di liquidità della società committente, nonostante che circa 80 appartamenti avessero già una promessa d’acquisto con relativa caparra versata.
2008, partono i lavori. I cantieri del grande intervento aprirono nell’estate di cinque anni or sono. Il progetto prevedeva la costruzione di tre blocchi: due ad “L” e uno più piccolo in mezzo, per una cubatura complessiva di oltre ventimila metri cubi con tanto di parcheggi sotterranei per i condomini. Da parte sua, la proprietà avrebbe dovuto costruire la viabilità di accesso ed aree verdi intorno alla nuova edificazione.
Le società. Ma di chi è il grande lotto (oltre ottomila metri quadri complessivi) che per decenni ha ospitato i capannoni del centrolatte? La proprietà è divisa in due. La grande maggioranza degli appartamenti è stata realizzata dalla Lucca Investimenti, mentre l’edificio più piccolo è curato dalla Romana Costruzioni.
Dietro questi nomi ci sono realtà assai conosciute dell’edilizia del centro della Toscana. La Lucca Investimenti, infatti, fa capo a Umberto Flori, membro di una delle famiglie di costruttori più importanti del pistoiese. Amministratore unico della società è, invece, l’avvocato Giorgio Zuccherini, un passato da consigliere comunale per il Pdl a Pistoia e un presente da commissario del partito azzurro per Pescia.
La Romana Costruzioni, invece, gravita nell’orbita della fiorentina Giovanni Tognozzi guidata dall’imprenditore di origine aquilana Emidio Petrilli (vani sono stati i nostri tentativi di avere risposta da quest’ultima azienda).
La crisi e lo stop. I lavori sono andati avanti con lena per qualche anno, tanto da arrivare a un passo dal completamento. Come spiega l’avvocato Zuccherini, «Come è noto e come può anche essere constatato prendendo visione del cantiere, i lavori sono stati pressoché ultimati».
La “mazzata” è arrivata con l’esplodere della crisi economica che, come è ben risaputo, ha colpito in maniera spietata il mondo del mattone: «L'interruzione dei lavori - spiega ancora l’amministratore unico - è stata determinata dalla crisi generale del mercato immobiliare, che a sua volta ha generato temporanei problemi di liquidità, che non hanno consentito all'azienda di sostenere i costi necessari per la definitiva chiusura del cantiere».
Ancora più preciso l’ultimo bilancio approvato della “Lucca investimenti” (quello relativo all’esercizio del 2011), che data il momento dello scoppiare della crisi ai primi mesi dello scorso anno.
I clienti. Intanto, però, molti dei 103appartamenti in carico alla “Lucca Investimenti” erano stati oggetto di promessa di vendita. Sempre secondo gli atti utticiali dell’azienda, infatti, già 81 avevano trovato il proprio acquirente. Che aveva versato, com’è usuale, un anticipo che è arrivato a quasi la metà del costo complessivo. A causa della crisi di liquidità, però, l’azienda (che ha contratto un mutuo di oltre nove milioni di euro) si è trovata però in difficoltà e con la necessità di trovare altri due milioni di euro per compiere l’ultimo passo, cioè per consegnare gli appartamenti ai nuovi proprietari. Già nel bilancio si legge che la società «ha avviato un percorso con i promettenti acquirenti e con l’istituto bancario finanziatore, allo scopo di reperire le risorse sufficienti al completamento del cantiere L’accordo proposto prevede una diversa modulazione dei versamenti di acconto/saldi dovuti dai promettenti acquirenti, una rinegoziazione delle condizioni del finanziamento bancario ed una gestione delle risorse disponibili con il monitoraggio di incaricati degli acquirenti». In sostanza, anziché cercare nuovi acquirenti per gli alloggi ancora da vendere (cosa difficile, vista la crisi del mercato), si sono chiesti altri soldi a chi già aveva dato la caparra. Le trattative, comunque, sono ancora in corso: «I promittenti acquirenti - spiega Zuccherini - hanno dimostrato grande senso di responsabilità, assumendo un atteggiamento costruttivo, che ci si augura possa portare ad una positiva conclusione della faccenda». Secondo l’amministratore, in caso di arrivo dei soldi necessari, «I tempi stimati di ultimazione del cantiere sono brevi: alcuni mesi».
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