Sicurezza
Carmine, solo decenni di prese in giro
Dalla prima giunta Fazzi in poi è stato promesso di tutto, ma la realizzazione dei progetti non è nemmeno partita
LUCCA. Di progetti non realizzati si muore. È questa la sintesi del mercato del Carmine, vanto della città fino agli anni Settanta per decadere rapidamente fino a diventare una struttura che le guide nascondono ai turisti per non arrecare danni all’immagine della città. La storia delle promesse mai mantenute parla chiaro.
FOTO Le immagini storiche del Carmine
Nel ’99 l’idea prevalente era che il Mercato del Carmine, gioiello di architettura e centro di commercio al minuto, dovesse diventare un gemello del Covent Garden londinese. Nel 2000 l’icona da seguire sembrava il Mc Donald’s: un piccolo regno in pieno centro del fast food. Nel 2002 pareva ci avesse messo gli occhi il gruppo Coin, per trasformarlo in un centro commerciale di livello, un Harrod’s o Lafayette di casa nostra. Sono seguite altre ipotetiche destinazioni, prima fra tutte quella di realizzarci un tempio del gusto sul modello Eataly di Torino, con negozi e ristoranti. Tentativi tutti falliti. Oggi i banchi si contano sulle dita, i negozi aperti pure. Addirittura piove dal tetto del chiostro e i pochi banchi di ortofrutta rimasti devono cambiare posizione per dribblare l’acqua piovana che filtra.
Piani di rilancio in epoca Fazzi. Siamo nel 2002. Pietro Fazzi è sindaco dal 1998. Gli ultimi interventi di recupero del Carmine sono firmati dal suo predecessore Giulio Lazzarini. Ma Fazzi per il Carmine vuole andare in altra direzione. Niente consolidamento della vocazione di mercato, lui ha in mente grandi progetti, cerca un grande investitore privato a cui affidare la gestione del suo gioiello. Nei primi quattro anni del suo mandato non ci riesce. A febbraio del 2002 spiazza tutti con l’idea del bando per un recupero del Carmine che si basi sulla riorganizzazione del commercio esistente e la promozione di altri servizi: generi alimentari al piano terra, negozi al primo piano, tre esercizi di media distribuzione (250 metri quadrati) e uno di 1.500 metri. Oltre 3 milioni il costo dell’operazione; trent’anni la durata della concessione. Contro il progetto, Italia Nostra raccoglie 4.500 firme. Il piano pare suscitare gli appetiti del gruppo Rinascente Standa da una parte, Coin dall’altra.
Enogastronomia. È il 2007. Andrea Tagliasacchi candidato sindaco vede il Carmine come «vetrina ideale per la nostra enogastronomia». Tre candidate di una lista che lo appoggia, Carla Massei Tenucci, Roberta Martinelli e Velia Bartoli presentano un progetto per realizzare un giardino dei semplici (di verdure).
La rivolta degli operatori. Le elezioni comunali del 2007 le vince il centrodestra. Mauro Favilla è sindaco. Gli operatori del Carmine (scesi a dodici) chiedono quali siano i suoi piani di rilancio. Subito spiegati: puntare su tre vocazioni, ovvero mercato, artigianato locale e spazi per manifestazioni.
Una vocazione turistica. Nel 2008 Marco Chiari, consulente di Favilla per l’arredo urbano, propone uno spazio a vocazione turistica, con locali aperti fino a tardi e ristoranti. Favilla vuol conferire il Carmine alla Polis, che provvederebbe a vendere i fondi commerciali. Spunta anche il progetto del centro studi Celsius per realizzare nella chiesa del Carmine una spa del benessere.
Il progetto Polis. Nel 2010 Polis presenta il suo piano: nel Carmine un distretto commerciale urbano di arte e cibo, che coinvolga le strade vicine. Per il recupero una spesa di 10 milioni: si vuole realizzare il gemello di Eataly. Il piano piace a Chiari (divenuto assessore) e ottiene due manifestazioni di interesse. Ma naufraga.
Cittadella del gusto. Fine mandato Favilla, arriva Alessandro Tambellini. Il nuovo sindaco propone per il Carmine il progetto della Cittadella del gusto. Si realizza progetto per concorrere all’assegnazione di fondi regionali. Però non concessi. Oggi il progetto rimasto in ballo prevede al Carmine un mercato di filiera corta; il Comune sta cercando di recuperare il chiostro, di migliorarlo e favorire la riapertura dei negozi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
