Sicurezza
Resistenza, chiuso il museo che attrae frotte di visitatori
Ottocento presenze in cinque ore in via S. Andrea, ma ora porte sbarrate. Mai attuata la convenzione con il Comune
LUCCA. Ottocento visitatori in poco più di cinque ore. Di questi, oltre trecento hanno voluto lasciare la loro firma sul registro dei ricordi, peraltro improvvisato con un comune maxi quaderno a righe. E insieme alle firme – di molti lucchesi e italiani, ma anche statunitensi, tedeschi e inglesi – tante frasi di plauso all’iniziativa. Successo ogni oltre aspettativa per il Museo storico della liberazione di via S. Andrea, eccezionalmente riaperto al pubblico, per la prima volta dopo cinque anni, in occasione del 25 aprile. Un’apertura durata appena cinque ore e mezzo. Poi le porte del museo - dove sono custodite memorie e cimeli, tra cui le urne con la terra di S. Anna di Stazzema, Marzabotto e Auschwitz, risalenti a un arco di tempo che va dal 1900 al 1945 - si sono chiuse di nuovo. Il motivo? «Ancora oggi non lo conosciamo – dicono Andrea Giannasi e Franco Lombardi, direttore scientifico e direttore generale del museo –. Il Comune, proprietario dell’immobile, non ci ha mai comunicato le ragioni per le quali non autorizza l’apertura, nonostante i nostri ripetuti solleciti». Tra l’ente locale e l’associazione Amici del museo storico della Liberazione, che gestisce le sei sale, esiste una convenzione firmata a maggio dello scorso anno dalla giunta Favilla, un mese prima delle elezioni che hanno portato al governo della città l’amministrazione guidata da Tambellini. Tra gli impegni del Comune: farsi carico delle spese delle varie utenze, inventariare e catalogare il patrimonio museale, garantire a tutte le categorie di visitatori l’accesso alle collezioni. All’associazione, invece, il compito di sorveglianza, accoglienza e informazioni, senza alcun compenso. La convenzione ha una validità di venti anni salvo il caso che l’amministrazione decida di destinare ad altri usi i locali, dandone un preavviso di sei mesi. «Ma finora - fanno notare Giannasi e Lombardi – preavvisi non ne sono arrivati, quindi la convenzione è tuttora valida». Eppure la struttura rimane chiusa. L’associazione, tuttavia, non ha intenzione di fermarsi. Intanto, dopo il successo del 25 aprile, chiederà l’autorizzazione per altre aperture straordinarie: il 18 maggio, in occasione della serata dei musei; 1 e 2 giugno, festa della Repubblica; 5, 6, 7 e 8 settembre, festa della Liberazione di Lucca e 4 novembre, festa delle Forze armate. «Speriamo – dicono Giannasi e Lombardi – di avere una risposta più veloce di quella ricevuta per il 25 aprile, quando l’autorizzazione ci è arrivata con una telefonata la sera precedente». In funzione, poi, sono la pagina Facebook e il sito web (www.museodellaliberazionelucca.it), dove l’associazione sta inserendo tutto il proprio archivio. «E’ un modo per permettere a chi non ha potuto vedere le sale – concludono i curatori - di usufruire a distanza di questo percorso storico, civile e culturale. Siamo certi che l’apertura del museo il 25 aprile ha rappresentato per molti un momento di grande lezione, come solo la memoria può donare. Una città che può, dunque, andare fiera della propria storia e della propria cultura».
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