Sicurezza
Odissea sui binari Treni annullati sulla Lucca-Aulla
A piedi i pendolari del convoglio delle 7,09 a Castelnuovo È la terza volta che accade dopo un giorno festivo
CASTELNUOVO. Il solito. Non è l’espressione di un cliente abituale di un bar, ma quella, ormai esasperata, dei pendolari della Lucca-Aulla. Nuova disavventura ieri mattina per gli utenti della linea diretti a scuole superiori, facoltà pisane o a lavoro. Infatti, il treno regionale 6955, in programma alle 7,09 a Castelnuovo, non è mai arrivato. Prima è stato segnalato un ritardo di 30’, poi per qualche minuto il video della stazione del capoluogo garfagnino e lo speaker segnalavano il ritardo aumentato fino a 80 minuti.
Pochi minuti dopo ecco la soppressione definitiva e i pendolari in attesa del successivo, regionale 6957, in passaggio a Castelnuovo alle 7,50. Al ritardo, con ripercussioni evidenti per studenti entrati in ritardo a scuola, arrivati tardi a lezione o magari ad un esame e dipendenti costretti a timbrare l’entrata in ritardo, si è aggiunto il problema del sovraffollamento del treno che con tre vagoni doveva coprire il fabbisogno di due corse.
Posti in piedi, quindi, sin da Castelnuovo con effetto svuotamento a Mologno, scesi gli studenti diretti alle superiori di Barga, e nuovi ingorghi nei corridori da Diecimo. Nonostante varie proteste, segnalazioni e un’indennità al rimborso sugli abbonamenti che scatta ogni mese, niente si muove all’orizzonte. Anche la politica non riesce a fare breccia nell’annoso problema.
Come detto, non si tratta della prima volta, e con una coincidenza particolare: si tratta della terza volta dall'inizio dell'anno che si verifica questo tipo di disagi appena dopo le festività. I pendolari, infatti, hanno notato che sia il 2 gennaio (dopo Capodanno), sia il 2 aprile (dopo Pasquetta) questo treno (il 6955) è stato soppresso. Il problema nasce dal fatto che il materiale rotabile viene composto o a Pisa Centrale oppure a Piazza al Serchio e i treni mattutini che percorrono la tratta sono quelli che arrivano in Garfagnana la sera precedente.
Quindi, spesso si tratta di "incomprensioni" al momento della formazione dei convogli. M« visto che, in questi tempi di crisi, il treno resta, almeno nella forma dell’abbonamento, un mezzo di trasporto economico, ai tanti pendolari della linea non resta che incrociare le dita. (l.d.-n.b.)
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