Il Tirreno

Lucca

Nella cassaforte smurata niente soldi, ma 13 fucili

Nella cassaforte smurata niente soldi, ma 13 fucili

Doppiette, sovrapposti e 100 cartucce nel forziere della villetta del muratore La gang passa attraverso i campi e mette fuori uso il sistema d’allarme

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LUCCA. Tagliano la doppia recinzione, eludono il sistema d’allarme, mettono a soqquadro le stanze alla ricerca di denaro e monili e alla fine in un ripostiglio smurano l’armadio blindato pensando che possa contenere un tesoro e di peso lo portano via dalla villetta isolata a poche centinaia di metri dal cimitero di Tempagnano. Ma una volta aperto il forziere non ci trovano preziosi e contanti, ma tredici fucili da caccia e cento cartucce. Armi perfettamente funzionanti che, se finiscono in mani sbagliate, possono rappresentare un pericolo non da poco per cittadini e forze di polizia. Il furto avviene domenica sera tra le 19,50 e le 23,10 l’orario in cui il padrone di casa - Pietro Del Fava, 49 anni, muratore, residente in via di Tempagnano - è fuori e la villetta è vuota. Il proprietario è a cena dal fratello a Picciorana a un chilometro poco più di distanza e con lui vede in tv la partita Milan-Catania. È in quel frangente che la banda - composta almeno da tre-quattro persone - entra in azione con lucidità e sangue freddo.

Il racconto. «Anche Lucca è diventata una jungla. Mi sono assentato poco più di tre ore e i ladri hanno svaligiato la casa. Sono passati, come dimostrano le tracce di scarpe da tennis, attraverso i campi dietro la villetta in cui abito da solo. Con delle cesoie si sono aperti la strada tagliando due reti di recinzione per poi dirigersi verso la porta d’ingresso e sfondarla con un piede di porco». A quel punto i ladri hanno messo a soqquadro tutte le stanze. «La sirena dell’antifurto è entrata subito in funzione. - racconta il muratore - Ma la mia abitazione resta un po’ isolata a un centinaio di metri dalle altre e nessuno ha sentito nulla. Così i malfattori hanno avuto tutto il tempo di tagliare i fili manomettendo l’allarme che dopo qualche minuto ha cessato di funzionare. Nel giro di tre ore hanno aperto cassetti e armadi gettato a terra tutto quanto era contenuto al loro interno alla ricerca di soldi e preziosi». Alla fine hanno aperto la porta del ripostiglio e all’interno hanno trovato l’armadio blindato ancorato a terra e custodito all’interno di una nicchia. «Un forziere del peso di 90 chili che conteneva 13 fucili, tra doppiette e sovrapposti, marca Beretta e Benelli. Armi di pregio che appartenevano in parte a mio padre scomparso la scorsa estate e che ho preso in carico vista la mia passione per la caccia. Fucili che, al di là del valore economico, hanno un grande valore affettivo». I ladri hanno smurato la cassaforte blindata e l’hanno portata via di peso passando dalla porta d’ingresso con il rischio che qualcuno potesse vederli. «Quando sono tornato e ho trovato la porta spalancata non mi è rimasto altro che avvertire i carabinieri». Sul posto sono andati i militari di San Concordio. Dai primi accertamenti sembra che i ladri abbiano usato guanti in lattice. (l.t.)

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