Il dolore
Imprenditrice e sportiva mira al vertice della Cna
Antonella Gabbriellini non si sente una wonder woman anche se dorme solo quattro ore per notte per trovare il tempo per tutte le attività in cui si impegna
LUCCA. Dorme quattro ore per notte, altrimenti non ha tempo per arrivare a tutto.
E' imprenditrice del settore costruzioni, ha incarichi nazionali e provinciali nella Cna (Confederazione nazionale dell'artigianato), è giudice, allenatore e atleta di tiro a segno oltreché mental coach per la stessa disciplina, è mamma, moglie e nonna.
Ma Antonella Gabbriellini, 57 anni, lucchese di San Concordio, non si sente una wonder woman.
Lo yoga. «Faccio tutto con grande passione e umiltà – dice – studiando, tenendomi aggiornata e restando sempre con i piedi per terra. Con un aiuto fondamentale: lo yoga, che mi permette di avere quell'equilibrio necessario per gestire l'emozione, senza gioire troppo di fronte al bello né disperarmi per qualcosa che non va».
E' in questo modo che ha scalato diverse vette, fino a lei inaccessibili al genere femminile, riuscendo a ottenere diversi primati.
Non solo nella Cna, ma anche nel tiro a segno, di cui dal dicembre 2012, tra l'altro, è la prima e unica donna italiana ad essere diventata giudice internazionale.
Ai vertici Cna. Presidente della Cna costruzioni dal 2005, è stata la prima donna in Italia a ricoprire tale ruolo, che a giugno dovrà lasciare perché al termine di due mandati consecutivi.
Della confederazione è, inoltre, membro della direzione nazionale ed è vicepresidente provinciale.
In quest'ultima veste, poi, l'anno scorso ha chiesto e ottenuto la modifica dello statuto per garantire il 30% della rappresentanza femminile in tutti gli organismi Cna: presidenza, direzione, assemblea e società collegate. «Siamo stati – informa - i primi in Italia».
In corsa per la presidenza. E ora, per il rinnovo dei mandati in scadenza sempre a giugno, si candida alla presidenza provinciale.
Se sarà eletta, succederà a Ugo Da Prato, versiliese, rimasto a capo dell'organizzazione per 8 anni, il massimo possibile. Sarebbe la sesta donna in tutta Italia ad avere questo incarico.
«Mi candido – dice Antonella – perché mi sento in grado di guidare la Cna. Ho tante idee, vorrei potenziare il contatto con l'intero territorio, cercare di fare rete, come prevede lo statuto, e portare un po' di cambiamento, come molti artigiani chiedono».
Ecologia in primo piano. Gioca a suo favore, è convinta, l'impegno che ha sempre messo nell'associazione, da quando 13 anni fa è entrata a farne parte con la Toscana Costruzioni, l'impresa di cui è socia con il marito e il figlio e nella quale si occupa di contabilità, gestione appalti e marketing.
«Per la Cna costruzioni – spiega Antonella – abbiamo organizzato più eventi che a Firenze, in particolare sui temi dell'ecologia e del risparmio energetico».
Da Napolitano. Uno dei momenti di cui va più orgogliosa risale al 7 marzo 2009, quando fu ricevuta dal presidente dalla Repubblica Giorgio Napolitano, in occasione della Festa della donna.
Con lei – unica lucchese - altre venti imprenditrici Cna di tutta Italia selezionate per il loro impegno sul territorio.
Da atleta a giudice. La passione per il tiro è nata venti anni fa, seguendo il marito al Tiro a segno di S. Anna.
Fu lì che Antonella cominciò ad amare questo sport. Ha fatto tante gare, tirando da 10 a 25 metri.
Poi il primo esame per diventare giudice e allenatore di pistola, nel 2003.
Da quel momento è sempre salita di grado, arrivando al massimo livello di giudice in Italia e allenatore di secondo livello.
In più da diversi anni segue anche i disabili nel ruolo di mental coach e uno dei suoi atleti fa parte della Nazionale. L'esame in Germania. A dicembre ha superato, a Weisbaden in Germania, l'esame per diventare giudice internazionale di tre discipline: carabina, pistola e bersaglio mobile.
«Siamo pochissimi in Italia – specifica Antonella – a questo livello».
Per prepararsi ha studiato – di notte – un libro di 500 pagine, tutto in inglese e pieno di regole.
«Sono tantissime – prosegue – per esempio su abbigliamento, armi, poligoni, luci, tempi di roteazione delle pedane e molto altro. Un insieme di particolari che un giudice deve conoscere e poi verificare, per evitare che un atleta abbia dei vantaggi rispetti agli altri».
Obiettivo Rio. Diventando giudice internazionale Antonella potrebbe essere chiamata alle Olimpiadi di Rio de Janeiro, in programma nel 2016. «Ma probabilmente non ce le faccio – dice – perché dovrei completare entro poco tempo un percorso particolare, facendo 4 o 5 servizi in gare all'estero, e sono quasi fuori tempo massimo».
Del resto il suo palmares è già ricco: due Coppe del mondo, i Giochi del Mediterraneo, due campionati europei, oltre a decine tra campionati nazionali e regionali.
L'obiettivo Olimpiadi è solo rimandato.
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