Il dolore
Alla banda proposti tre locali alternativi
Don Calloni replica alla Campagnola: «Respinte le nostre offerte, non abbiamo obblighi verso di loro»
MARLIA. Don Fulvio Calloni e la segreteria del consiglio parrocchiale di Marlia non ci stanno: alla banda La Campagnola sono state proposte tre soluzioni alternative alla sede attuale utilizzata per le prove, sede di cui la parrocchia ha bisogno, ma nessuna proposta è stata accettata.
«La parrocchia - spiega don Calloni - concedeva il salone più grande dell’oratorio e una stanza adiacente per riporre gli strumenti, le misure degli ambienti proposti erano le stesse di quelli che avrebbe lasciato. Ma tale proposta non è stata accettata: la banda pretendeva in cambio tutte le stanze dove attualmente viene fatta “la mensa dei poveri”. Fu poi proposta la sala parrocchiale, addirittura più grande, naturalmente in uso comune ad altre attività. Anche questa proposta non è stata accettata pretendendola in uso esclusivo. Infine il consiglio pastorale avrebbe concesso la Chiesa di S. Caterina e la sacrestia per la conservazione degli strumenti, allora quella chiesa veniva usata solo per la messa della domenica pomeriggio, e le due cose potevano conciliarsi. Ma anche questa proposta non è stata accettata. Allora cosa si deve fare di più? Viste tutte le opportunità pubblicamente proposte, a questo punto non ci sembra necessario discuterne ancora, considerando anche il fatto che la banda ha in uso altri locali di proprietà comunale presso il mercato di Marlia».
La banda - spiega il consiglio - non è una realtà parrocchiale o ecclesiale, è un complesso musicale folcloristico. «La comunità cristiana di Marlia non ha nei suoi confronti nessun obbligo, non potrebbe certamente assicurare una sede a tutte le associazioni laiche del paese. Ciò nonostante per 70 anni è stato concesso gratuitamente quella grande sala, non ci sembra né cattivo né strano riprenderne possesso in un momento di grande bisogno per la parrocchia».
Don Calloni sottolinea che non si tiene conto della situazione drammatica che la parrocchia sta vivendo: da mesi la chiesa è chiusa a causa del terremoto, attualmente le messe ordinarie vengono celebrate in sacrestia ma anche questa ha subito gravi danni e ha bisogno di immediati restauri: «La parrocchia ha urgente bisogno dell’attuale sala per la vita liturgica quotidiana. Ci stupiamo che non ci si renda conto della gravità della situazione! Forse questa mancanza di sensibilità è dovuta al fatto che ormai nella banda, a cominciare dal consiglio, i marliesi sono restati veramente pochi».(m.r.)
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