Sicurezza
Nell’armadietto un kit completo per conservare le prove
La stanza è rosa chiaro; la scrivania, le sedie, cassetti e armadietto. A prima vista un normale ambulatorio. Ma nell’armadietto c’è molto di più degli strumenti di un normale ambulatorio. Ci sono...
La stanza è rosa chiaro; la scrivania, le sedie, cassetti e armadietto. A prima vista un normale ambulatorio.
Ma nell’armadietto c’è molto di più degli strumenti di un normale ambulatorio.
Ci sono in primo luogo buste: servono a raccogliere e sigillare gli abiti e gli effetti personali della persona vittima di violenza che entra nell’ambulatorio. Subito le si chiede di spogliarsi, ed è importantissimo e fondamentale che lo faccia: perché sugli abiti, sugli effetti personali ci possono essere tracce biologiche lasciate dal suo aggressore. E infatti, sempre nell’armadietto, ci sono indumenti sterili da offrire al paziente al posto dei suoi vestiti.
Sempre nell’armadietto, c’è una quantità di strumenti per eseguire test e prelievi: dalle provette per la ricerca di alcol e droghe ai tamponi per la raccolta del materiale biologico. E c’è tutto il necessario per lo screening delle malattie sessualmente trasmesse. Un kit completo, che all’ambulatorio viene dato in parte in dotazione dalla polizia scientifica che svolgerà le indagini.
L’ambulatorio del codice rosa, aperto ventiquattro ore su ventiquattro, ha dietro di sé una task force molto organizzata: ne fanno parte, oltre il medico dell’ambulatorio, psicologi, psichiatri, ginecologi, pediatri e neuropsichiatri, oltre all’autorità giudiziaria e al sostituto procuratore deputato.
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