Il Tirreno

Lucca

Impianto a biomasse costituita la società

di Luca Cinotti

Firma dal notaio a marzo, al momento la proprietà è interamente di Silvateam E intanto Futuris (il socio che dovrebbe entrare) rafforza il proprio capitale

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BAGNI DI LUCCA. L’atto di costituzione è stato firmato davanti al notaio Paolo Viglino di Ceva (in provincia di Cuneo) il 18 marzo scorso. Quel giorno, davanti al professionista, si sono presentati Alessandro e Andrea Battaglia per dare vita alla “Biomasse del Serchio s.r.l.” la società che dovrebbe dar vita all’impianto di produzione di energia elettrica nello stabilimento dell’Alce a Fornoli.

Uno snodo fondamentale deciso dal comitato esecutivo di Silvateam (la holding di controllo del gruppo dei Battaglia) il 12 marzo: non a caso pochi giorni dopo la doppia pronuncia del Consiglio di Stato che respingeva i ricorsi dei comitati contro l’autorizzazione all’impianto rilasciata dalla Provincia di Lucca.

Al momento le diecimila quote che compongono il capitale sociale di 10mila euro sono interamente in mano a Silvateam, società della quale Alessandro Battaglia è amministratore delegato. Amministratore unico di “Biomasse del Serchio” è invece Andrea Battaglia.

Secondo quanto emerso dagli incontri con gli enti delle scorse settimane o mesi, la compagine di controllo dovrebbe comunque essere destinata a cambiare in un futuro non troppo lontano. A entrare con un pacchetto di maggioranza dovrebbe essere infatti la società milanese Futuris. Si tratta di un’azienda nata quattro anni fa su impulso di Rodolfo Danielli, manager dalla lunga esperienza in aziende come Italcementi, che punta deciso sul business delle energie rinnovabili. E che, proprio nell’ultimo mese, ha perfezionato un accordo importante con la francese Omnes Capita (ex Crédit Agricole Private Equity) che attraverso un suo fondo dedicato alle energie rinnovabili ha investito quattro milioni di euro in un aumento di capitale della società di Danielli. Soldi che serviranno a portare avanti gli investimenti di Futuris che prevedono sei centrali a biomasse: oltre a quella di Fornoli, in Toscana, un impianto è previsto a Montegemoli, in Val di Cecina.

Dopo l’ingresso Futuris la parte rimanente del capitale di “Biomasse del Serchio” dovrebbe essere suddivisa fra la cooperativa Terra Uomini e Ambiente e il gruppo Silvateam.

E proprio su quest’ultimo punto si è innestata la polemica (e la preoccupazione) del primo cittadini di Borgo a Mozzano Francesco Poggi, secondo il quale (come ha detto la scorsa settimana in consiglio comunale) Silvateam (e Alce) oltre a vendere l’area dell’impianto sarebbe poi pronta a uscire dalla compagine dopo aver ottenuto l’autorizzazione e aver partecipato alla prossima gara per i cosiddetti “certificati verdi”. Questo sarebbe propedeutico alla chiusura della linea di produzione del tannino, che verrebbe così concentrata nello stabilimento piemontese di Mondovì. Eventualità che è stata nettamente respinta da Nazzareno Belleggia, presidente di Terra Uomini e Ambiente. Tutti punti che, sicuramente, saranno fra quelli trattati al prossimo consiglio provinciale aperto fissato dopo anni di richieste da parte dei comitato per il 9 maggio a palazzo Ducale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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