Attenzione
Il parroco invita a pregare per Giorgio Napolitano
Nella cerimonia per la Festa della Liberazione monsignor Banducci ha auspicato che il presidente «possa portare avanti la missione che gli è stata assegnata»
LUCCA. Introdurre la cerimonia della Festa della Liberazione con una messa è, probabilmente, raro. Ma a Lucca le disposizioni, secondo il programma promosso da Provincia, Comune di Lucca e Associazioni Patriottiche, Combattentistiche e d’Arma e coordinato dalla Prefettura, sono sempre queste. Ieri mattina, però, la funzione condotta da monsignor Agostino Banducci, parroco unico del centro storico, ha sorpreso: si prega per il presidente della Repubblica. Incentra e fa dedicare attraverso il lettore le prime intenzioni di preghiera a “Giorgio Napolitano appena rieletto”, che appena un mese fa, proprio in provincia di Lucca, Sant’Anna di Stazzema per commemorare le vittime della strage del 1944 insieme al Presidente tedesco Martin Schulz, aveva annunciato che quello sarebbe stato il suo ultimo impegno pubblico: «Perché Giorgio Napolitano possa avere la forza di portare avanti la missione che gli è stata assegnata e, chiamato ad aiutarci ad uscire da questo periodo difficile, possa progettare il futuro del nostro Paese».
Alla responsabilità dei governanti dalla prima carica dello Stato fino ai locali sottolinea più volte questo compito di lavorare per la crescita e lo sviluppo della nazione. Con le braccia aperte e gli occhi strizzati che sembrano guardare fino all’ultima panca di una navata insolitamente piuttosto partecipata rispetto agli anniversari precedenti, don Banducci cita ad una ad una le cariche istituzionali – il prefetto, il presidente della Provincia, i sindaci, i consiglieri, le forze dell’ordine…– li ringrazia della partecipazione all’inizio della funzione, poi rende anch’essi oggetto di preghiera: «Perché sappiano portare a compimento le responsabilità che si sono assunti con i cittadini», mentre l’assemblea invoca “proteggi il tuo popolo, Signore”. E torna di nuovo sul senso di entrambe le invocazioni lette, prima di benedire e lasciare l’altare. La sottolineatura all’impegno, alla responsabilità del domani. Il riferimento continuo allo Stato, ai principi fondativi della Repubblica nella funzione è stato eccezionale, ma non casuale: perché sul nostro territorio, forse più che altrove, la Chiesa ha avuto un ruolo fondamentale nella Resistenza civile e nella lotta all’antifascismo durante la Seconda Guerra Mondiale: qui persero la vita quarantacinque religiosi. Don Banducci non ha bisogno di ricordare questo: si accora con i fedeli perché si preghi per gli uomini che guidano lo Stato, per Giorgio Napolitano, appunto, che ad ottantotto anni, sobrio e lucidissimo, rappresenta anche la speranza dei fedeli.
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