Sicurezza
Il Kuku, l'alternativa per chi non vuole andare in Versilia
Da anni il locale ha successo in varie fasce di età. Ma in tanti chiedono un rinnovamento
LUCCA. Il venerdì è per i più grandi, il sabato per chi invece va ancora a scuola, ma qualsiasi sia l'utenza che raccoglie, fuori dal Kuku c'è spesso la fila.Continuando il nostro viaggio tra i locali di tendenza tra giovani e giovanissimi, non si può fare a meno di rilevare come da decenni il locale di Antraccoli rappresenti quasi una certezza per generazioni di lucchesi.
C'è chi prenota il tavolo da una settimana all'altra e chi lo frequenta saltuariamente, ma almeno una volta tutti i giovani lucchesi sono passati di qui. Negli anni, le leggende su una delle pochissime discoteche nel panorama della nostra città, si sono sprecate: qualcuno diceva che avrebbe chiuso, qualche altro che avrebbe lasciato il posto ad un supermercato o a simili attività.
Le voci sul suo conto sono state tantissime, eppure il Kuku continua ad essere, ancora oggi, una vera icona della vita notturna dei ragazzi lucchesi. «Sono cresciuto fra le mura di questa discoteca – racconta infatti Fabio Lorenzoni – è una tappa fissa fin dai miei 14 anni. Quando ero più piccolo, venivo di sabato sera, poi pian piano ho iniziato a sceglierlo il giovedì ed il venerdì.«Molti dei miei ricordi e delle mie amicizie sono legati a questo ambiente che tutt'ora continua a regalarmi intense emozioni».
Diversi sono i clienti affezionati come lui che al Kuku, hanno creato un vero e proprio ritrovo.
Del resto, la polemica dei giovani lucchesi, non è nuova: come proseguire la serata, dopo un aperitivo, una cena e una bevuta in un pub? Per chi intende restare in zona, la risposta sembra essere soltanto il Kuku. Qualcuno si dirige subito in pista per lanciarsi in balli scatenati, qualche altro, più timido, pur non rinunciando al piacere della discoteca, preferisce restare a margine o nel privé.
Impossibile per i lucchesi, andare al kuku senza incontrare qualcuno che conoscono: i visi sono sempre gli stessi e la città è spesso tutta qui. «Mi piace respirare ogni volta l'aria di casa – prosegue infatti Fabio Lorenzoni – e non condivido le continue critiche che sento in giro. Per quanto un rinnovamento a livello strutturale potrebbe risultare positivo, non credo che sia il locale a rendere la serata indimenticabile, ma le persone che lo frequentano e le opportunità che vengono create».
Nonostante sottolinei, come Fabio, di saper trovare ogni volta il modo di divertirsi, anche per Matteo qualche intervento alla struttura non guasterebbe. «I gestori puntano troppo sulla clientela fissa – sostiene – senza reinvestire il guadagno ed effettuare quei piccoli cambiamenti che potrebbero convincere anche i giovani di altre città.
«Da quando ha aperto, infatti, al di là dello spostamento della consolle e del colore dei divanetti e dei tavolini, è rimasto lo stesso».
«Non voglio criticare il Kuku – afferma poi Clizia Cincidda – perché senza questo, noi giovani non sapremmo davvero dove andare, ma potrei dare qualche consiglio. «Non so se sarò ascoltata, perché i proprietari sanno di gestire la discoteca più gettonata di Lucca, una delle poche che continua a resistere, a differenza di tutte quelle che sono sorte negli ultimi anni per poi chiudere dopo una stagione.
«A mio parere però, sarebbe necessaria una selezione diversa all'entrata, più ferrea e coerente: se la politica del locale è quella di non far passare tutti, ma attenersi ad un certo limite di età infatti, dovrebbe essere tale anche in quelle sere in cui la discoteca è vuota. Inoltre, non trovo giusto che, nonostante abbia 22 anni, a volte non mi sia consentito entrare, poiché fisicamente sembro più piccola e poi veda invece passarmi avanti ragazze che hanno anche quattro anni meno di me».
Insomma, se da una parte i giovani della nostra città sembrano ringraziare per l'alternativa che un locale come quello sulla via Romana offre loro, dall'altra, qualcuno si lancia in qualche proposta per migliorarlo.
Ma fra i lucchesi c'è anche chi, confessa, che ne farebbe a meno.
«Non mi piace andare a ballare – spiega infatti Lucia Torrini – e per questo quando vengo al Kuku perché invitata al compleanno di un amico, capita che mi annoi. Nonostante ciò, capisco che, per chi ha gusti diversi dai miei, si riveli una valida opportunità, soprattutto per i ragazzi che ancora non hanno la patente e sono costretti a farsi accompagnare dai genitori per i quali, una discoteca in Versilia, risulta scomoda e fuori mano».
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