Trasporti
Assi viari, i comitati confermano il no
Accesa assemblea con gli amministratori a San Cassiano a Vico. Due nuovi tavoli di lavoro sul progetto
LUCCA. Assi viari? No grazie. È sempre più forte l'opposizione popolare alla costruzione del primo lotto degli assi viari.
Dopo la diffusione dei nuovi tracciati, presentati dall`Anas a inizio mese, gli abitanti delle zone interessate dal piano si sono mobilitati per organizzare un'assemblea pubblica. Il primo passo concreto, nel corso della quale non sono mancati battibecchi e momenti di tensione, contro un progetto complesso che, se dovesse realmente partire, non troverebbe terreno facile.
Delusi ma non rassegnati. «Siamo delusi, ma non rassegnati». Entrando nella sala parrocchiale di San Cassiano a Vico, superate le nuche dei tanti cittadini presenti, era questa la scritta, a caratteri rossi su sfondo bianco, che campeggiava sul palco. Una sintesi chiara di quelle che sono le intenzioni del Comitato contro gli assi viari e di Ambiente e Futuro che potrebbe essere tradotta così: la fiducia è risicata, ma la volontà di opporsi a un progetto ritenuto «inutile e superato di 20 anni» è ancora tutta intera. C`erano gli amministratori locali: il presidente della provincia, Stefano Baccelli, il sindaco di Lucca, Alessandro Tambellini, il sindaco di Capannori, Giorgio Del Ghingaro e i primi cittadini di Porcari e Altopascio. Ma soprattutto c`erano i cittadini: numerosi, arrabbiati, pronti a manifestare opinioni e contrarietà. «Nel 2008 gli assi viari facevano parte di un progetto più complessivo – ha esordito Fabio Lucchesi di Ambiente e Futuro – che prevedeva interventi anche sulle piste ciclabili e su una nuova viabilità. Oggi non è più così. Perché dopo aver sottoscritto protocolli generali si è lasciato che l`Anas chiedesse il finanziamento del Cipe per il solo asse nord-sud, scaricando il traffico sulla zona centrale della Piana e intasando via Domenico Chelini per raggiungere il Frizzone? Non accetteremo di delegare ad altri le scelte che riguardano il nostro territorio». La parola è poi passata al comitato che ha evidenziato le criticità e i pericoli del progetto: deturpamento delle aree verdi esistenti, costruzione dell`asse troppo vicino alle case e all’argine del fiume, demolizione di attività economiche e proponendo come soluzione alternativa il potenziamento della ferrovia. Gli assi viari, dunque, dividono: e non solo quartieri e strade, ma soprattutto dividono sull'idea di città e di mobilità nel futuro. Da una parte c'è chi vuole procedere con gli interventi, considerati anche gli 80milioni di euro che pioveranno sul territorio, vedendo nell`asse nord-sud una soluzione al problema della viabilità, soprattutto per i mezzi pesanti che devono raggiungere i poli industriali.
Le posizioni degli amministratori. Baccelli ha ripercorso la vicenda degli assi, approvando comunque il progetto dell’Anas nel complesso, pur lasciando spazio a miglioramenti. Stessa linea anche per Tambellini, più volte interrotto e contestato, che ritiene ora più che mai necessarie le opere viarie, addebitando i problemi del traffico della città ai mezzi pesanti. Contraddetto da un pezzo della sua stessa maggioranza, (la consigliera di Sel, Beatrice Piantini, è intervenuta dicendo che il problema non sono i tir, ma la mancanza di un progetto più complessivo di mobilità, come previsto dal programma), il sindaco ha tenuto botta mostrandosi disponibile al confronto. Dall’altra, invece, ci sono gli abitanti e le associazioni ambientaliste, intervenuti numerosi l’altra sera, che ritengono sbagliato l’intero progetto, perché investe e, di fatto, incentiva il traffico privato, piuttosto che un sistema di mobilità alternativo fatto di piste ciclabili, aree verdi, trasporto pubblico e miglioramento delle strade esistenti. E al centro c'è il comune di Capannori che ha firmato il protocollo del 2008 sugli assi, ma che oggi si oppone alla realizzazione del progetto per stralci: «Finché la priorità dei lavori (e la certezza dei soldi) – ha spiegato Del Ghingaro, infuocando la sala - verrà data all’asse nord-sud (invece che all’est-ovest, ndr) noi non possiamo essere d’accordo. È finita l’era della dicotomia tra città e campagna: non ci devono essere cittadini di serie a e b».
Un pasticcio. Insomma, un bel pasticcio. Dal quale, al momento, sembra uscirne “vincitore” il comitato: infatti la richiesta di istituire due tavoli di lavoro, uno sulle osservazioni al progetto da presentare alla Regione e l’altro sui tracciati e la mobilità più in generale è stata accolta dalle istituzioni locali. Il prossimo appuntamento è fissato per il primo maggio, quando alle 10,30 dal Santuario della Madonnina a Capannori partirà una biciclettata di protesta.
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