La manifestazione
Vivere il centro: assemblea sulla mobilità
Il comitato sigla una tregua armata con l’Ascom e invita il primo cittadino alla concertazione
LUCCA. Tregua (armata) fra il comitato Vivere il centro e la Confcommercio, con il primo che chiede anche un’assemblea pubblica su sosta e viabilità.
«Ci fa piacere - spiega una nota del comitato - prendere nota che l’Ascom si reputa adesso disponibile ad una discussione relativa alle funzioni di una città nella quale vengano effettivamente riconosciute le diverse componenti che la vivono e non si riconosca a questa il solo fine commerciale come finora essi stessi hanno sempre sostenuto».
Dopo questo incipit “conciliatorio”, la nota del comitato enumera alcuni dei punti più critici nel loro rapporto con l’associazione di rappresentanza dei commercianti: «Ci è parso molto inappropriato per l’Ascom e per il consigliere comunale del Pdl Marco Martinelli chiedere, un giorno sì ed uno no, lo spegnimento dei varchi (si badi bene posti a tutela di una zona in cui la massima distanza a piedi è 500 metri), il giorno dopo a chiedere l’uso promiscuo dei pochi parcheggi gialli per renderli a pagamento scippandoli quindi ai residenti.
«Siamo rimasti stupiti - prosegue Vivere il centro - dall’appoggio fornito dall’Ascom al commerciante Tenucci quando questi ha affermato che i residenti del centro storico sono felici di non poter dormire fino alla una di notte per i rumori dei bar ed anzi che si augurano di spegnere i varchi dopo le 18 creando l’anarchia più assoluta».
La conclusione torna su torni più morbidi e manda anche un invito al primo cittadino Alessandro Tambellini: «Volendo dimenticare questi episodi e considerarli come facenti parte del passato, ci rallegriamo che dalla teoria dell’imposizione sembra che adesso l’Ascom voglia passare a quella della discussione.
«Ci auguriamo che il sindaco voglia finalmente prenderne atto iniziando a realizzare quella politica di concertazione, peraltro tanto sbandierata durante la sua campagna elettorale, procedendo immediatamente a convocare le parti ad un tavolo comune (meglio ancora una assemblea pubblica), rinunciando così a quella inconcludente politica della concertazione su tavoli separati, che tanto contraddice le sue proposte elettorali e altrettanto delude le aspettative dei lucchesi».
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