La manifestazione
Case popolari e contributi allarme rosso dei sindacati
La crisi ha impoverito molte famiglie, chiesta l’integrazione dei bandi Cisl e Uil vogliono più trasparenza sulla gestione del fondo istituito dal Comune
LUCCA. Integrare ogni due anni il bando per le case popolari, in modo da poter prendere in considerazione casi gravi emersi nel frattempo; prestare la massima attenzione nelle procedure di appalto dei lavori per le case popolari, in modo da evitare di fare ricorso a ditte che poi non sono in grado di portare avanti le opere.
E ancora gestire con più trasparenza e più regole il fondo istituito dal Comune nel 2012 (160mila euro) che si affianca ai contributi in conto affitto, per i quali le richieste sono in continua crescita.
Sono le principali richieste che i sindacati inquilini di Cisl e Uil rivolgono all’amministrazione comunale in un momento in cui la crisi economica rende sempre più problematico pagare i canoni di locazione, con il conseguente rischio di nuove situazioni di emergenza.
L'ultimo bado per gli alloggi di edilizia popolare, risalente al 2009, vide 500 domande. «Poichè nel frattempo- dicono Cisl e Uil - le famiglie si sono impoverite, magari molte di queste che nel 2009 non avevano i requisiti per la partecipazione al bando, in questi anni avrebbero potuto avere un punteggio maggiore anche di coloro che nel frattempo sono diventati assegnatari delle abitazioni popolari. Al fine di evitare queste palesi ingiustizie, sarebbe necessario che ogni due anni venisse fatto un bando integrativo per l'assegnazione delle case popolari, ed è quello che i sindacati degli inquilini hanno chiesto, negli ultimi due incontri all'assessore al sociale. E' da tenere anche presente, che le assegnazioni di alloggi fatte nel 2012-2013, provengono da vecchi progetti risalenti alle amministrazioni Fazzi e Favilla e, purtroppo, alcune di queste costruzioni, si sono bloccate per problemi di natura tecnica, tipo il fallimento della ditta vincitrice dell'appalto, creando notevoli ritardi nella consegna degli alloggi stessi».
Un altro dato drammatico dell'emergenza abitativa è dato dal bando del contributo in conto affitto. Nel 2012 sono state presentate 641 domande, un centinaio in più del 2011. «Purtroppo - affermano i sindacati inquilini - le risorse destinate agli aventi diritto, in questi anni sono diminuite, senza considerare che anche coloro che percepiscono questa indennità, la ricevono in ritardo di mesi. L'amministrazione in questi casi deve essere più solerte nel versare agli aventi diritto, quanto dovuto, affinchè non si trovino nelle condizioni di subire uno sfratto. E' vero che il Comune di Lucca, onde evitare il più possibile situazioni di morosità, ha istituito un fondo che nel 2012 era di circa 160.000 € che si affianca alla legge 431 del contributo in affitto».
Queste risorse sono destinate a casi gravi o a coloro che dopo la scadenza del bando integrativo all'affitto, si possono trovare in difficoltà economiche, per perdita di lavoro, malattia o altro.
«Come sindacati - chiudono Cisl e Uil - apprezziamo questo strumento, ma non condividiamo i criteri attraverso i quali vengono individuati i beneficiari. Lucca destina una cifra molto importante a questa iniziativa, utilizzando un regolamento generico che a nostro avviso, non individua con precisione i criteri attraverso i quali si redige la graduatoria. Sulla gestione di queste risorse e su tutte le problematiche che riguardano la casa come organizzazioni desideriamo la massima trasparenza».
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