Il dolore
Arredo urbano, il sindaco vuole regole uniformi
Nel mirino i menù e i treppiedi non ammessi dal Comune «A Porta di Borgo potrebbe cambiare la viabilità»
LUCCA. «La volontà è aiutare i locali pubblici del centro storico che rischiano di risentire della crisi economica, ma certo è che nessuno se ne deve approfittare. Le regole dell’arredo urbano vanno rispettate, senza se e senza ma».
Il sindaco Alessandro Tambellini prende posizione dopo il diluvio di critiche sulla confusione che regna in città. Non tutti i bar e i ristoranti osservano le prescrizioni, c’è chi - come faceva notare al Tirreno il presidente di Italia Nostra, Roberto Mannocci - preferisce il fai-da-te e confeziona obbrobri.
Il sindaco ne è consapevole. Non annuncia un giro di vite, assicura però che i controlli della polizia municipale non cesseranno e chiede ai gestori e titolari dei locali di seguire le norme. Il nuovo regolamento dell’arredo urbano, in via di definizione, non darà spazio a equivoci, dice Tambellini. «Con Celsius abbiamo avuto un primo incontro dedicato a questo tema, uno dei principali per Lucca. Vogliamo un’organizzazione uniforme, improntata al buongusto, in linea con le caratteristiche della nostra città d’arte».
Non tutti, al momento, sembrano però comportarsi bene. Ci sono casi di locali che presentano arredi non ammessi. «Vero - spiega l’assessore alle attività produttive Giovanni Lemucchi -. Si vedono menù enormi, mentre la misura da rispettare è la A3. O anche treppiedi davanti a certi luoghi di ristoro, piazzati sulle strade e nelle piazze. Tutto questo non va bene e gli agenti della municipale controllano. Dopo la stagione estiva, passata l’affluenza dei turisti, ci saranno momenti di confronto e di dialogo con le categorie interessate».
L’arredo urbano non si limita alle sedie e ai tavolini, alle coperture del suolo pubblico talvolta realizzate con brutte plastiche, a illuminazioni non sempre in linea con le norme. «Ci sono tanti altri aspetti da rivedere - sottolinea Tambellini -. Per esempio, il semaforo a servizio del pilomat davanti alla Basilica di San Frediano stride fortemente e quindi dovremo intervenire. Non mi piacciono neppure i paletti installati in tante piazze per delimitare l’area riservata ai pedoni. Stiamo parlando di situazioni che abbiamo ereditato e alle quali porremo rimedio. Siamo stati impegnati con questioni vitali per il comune, a cominciare dal bilancio, ma non lasceremo niente per strada. Per lavorare bene occorre un piano complessivo e stiamo valutando se fare un bando pubblico o se ricorrere a una commissione ad hoc, formata dai nostri tecnici magari con l’apporto di professionalità esterne. Dobbiamo anche rivedere alcune scelte legate alla viabilità dentro le Mura. Per esempio, la chiusura di Porta di Borgo alle auto potrebbe essere rivista. E per quanto riguarda il fenomeno dei furgoni che passano a ogni ora dalla zona pedonale l’impegno è di cambiare tutto e far sì che il servizio venga svolto solo con i mezzi ecologici di Lucca Port».
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