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Lucca

LE BANDE IN AZIONE

Tentano di clonare un postamat in centro

Tentano di clonare un postamat in centro

LUCCA. Dopo i bancomat degli istituti di credito anche quelli degli uffici postali. Scatta l’allarme al postamat di piazza del Carmine dove i presunti clonatori lasciano tracce di collante sullo...

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LUCCA. Dopo i bancomat degli istituti di credito anche quelli degli uffici postali. Scatta l’allarme al postamat di piazza del Carmine dove i presunti clonatori lasciano tracce di collante sullo sportello. Polizia e carabinieri intervengono per effettuare gli accertamenti e a scopo cautelativo vengono bloccate alcune carte di credito postepay utilizzate dai correntisti durante la giornata. Difficile dire se la clonazione delle carte bancoposta è riuscita o meno. Gli accertamenti sono ancora in corso. Ma una cosa è certa: il fenomeno è in costante aumento e le tecniche stanno progressivamente migliorando. Così anche le precauzione usate dai correntisti rischiano di essere vanificate dal rapido progresso tecnologico di cui si sono impadronite bande specializzate - soprattutto dell’Est europa - che munite di skimmer o di altri sofisticati apparecchi elettronici riescono a leggere i codici magnetici e a svuotare i conti correnti in modo progressivo. Un pericolo reale a cui le forze dell’ordine - sotto la direzione dell’autorità giudiziaria - cercano di porre un freno attraverso indagini complesse che richiedono tempo e dispendio di energie in termini di personale. Da Milano a Vittorio Veneto passando per la Toscana e per il Lazio l’orda di specialisti della clonazione - muniti di lettori sensibili capaci di percepire il minimo movimento delle dita del possessore della carta bancomat per «leggere» il numero segreto che apre l’accesso al conto corrente - non accenna a diminuire. E l’arresto dei componenti di una gang non è sufficiente ad arrestare il fenomeno. Perché ci sono altri malviventi tecnologici pronti a sostituire quelli che, fermati in flagranza di reato o al termine di inchieste mirate, finiscono in carcere.

Finora gli autori di clonazioni di sportelli bancomat si erano concentrati soltanto sugli apparecchi esterni agli istituti di credito sia in centro che in periferia. Adesso anche i postamat sono finiti nel mirino delle organizzazioni in grado di accedere a sistemi informatici e di conoscere alla perfezione il funzionamento di software. E l’episodio avvenuto in piazza del Carmine è soltanto la punta dell’iceberg.(l.t.)

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