Sicurezza
Tares, calo di 10 centesimi il regolamento va rifatto
Dopo il decreto del governo diminuisce l’entità della tassa sui rifiuti urbani. Al Comune mancano 700mila euro e deve stabilire come recuperare la somma
LUCCA. Per i contribuenti è una buona notizia, per il Comune molto meno: la Tares cala di 10 centesimi e il regolamento comunale sulla tassa, appena varato, è da rivedere. Una tegola che piove sull’amministrazione, penalizzata dalla sua solerzia nel redigere il bilancio preventivo 2013. Dove, per effetto delle modifiche apportate alla nuova tassa sui rifiuti dal decreto legge del 6 aprile 2013 (che va a modificare quello del 7 agosto 2012) si verificherà, alla voce entrate da Tares, un ammanco di 700mila euro.
Succede perché il decreto del 6 aprile elimina la facoltà di elevare da 30 a 40 centesimi (per metro quadrato di ogni fondo, azienda o abitazione) gli oneri per i “servizi indivisibili”, oneri da calcolare (e versare) in una sola rata annua della tassa. I trenta centesimi sono la quota destinata al governo centrale; i dieci centesimi aggiuntivi, per i quali l’amministrazione lucchese aveva optato, rappresentavano una misura prevista (dal decreto 2012, appunto) per colmare, nei bilanci comunali lacune derivanti da mancati trasferimenti statali.
Per i contribuenti l’effetto del decreto 2013 è così positivo, perché la tassa diminuisce, anche se di poco; il contrario per il Comune. Nel caso di quello di Lucca, secondo i calcoli già fatti in sede di bilancio preventivo, quei dieci centesimi avrebbero portato entrate per 700mila euro.
C’è di più, ovvero la facoltà conferita dal decreto del 6 aprile 2013 ai Comuni di emettere la prima fattura della Tares a maggio 2013, mentre secondo il decreto del 2012 non sarebbe potuta partire prima del prossimo luglio. E oggi l’amministrazione, impegnata a redigere il rendiconto 2012 (che si vuole depositare a fine settimana) dovrà fare i conti con la nuova normativa sulla Tares e rivedere anche il bilancio.
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