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Lucca

«Sanità e servizi sociali ecco le mie trincee»

di Luca Cinotti
«Sanità e servizi sociali ecco le mie trincee»

Il bilancio del Comune di Barga potrà contare su 800mila euro in meno nel 2013 La priorità alla difesa dei più deboli e alla messa in sicurezza degli edifici pubblici

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BARGA. «Sono molto chiaro: non si può pensare di smantellare la sanità della valle un pezzetto dopo l’altro. Il piano della riorganizzazione deve essere programmato e organizzato. E sia chiaro che difenderemo a denti stretti la nostra sanità, sia quella legata all’ospedale sia quella sul territorio».

Marco Bonini, 53 anni, sindaco di Barga, si trova suo malgrado a combattere su più di un fronte. Perché non c’è soltanto la grande questione della sanità futura della valle, del nuovo ospedale, della sua collocazione e della ristrutturazione che l’Asl sta mettendo in atto. Come molti suoi colleghi Bonini combatte anche sulla trincea della povertà che fa dannare i suoi cittadini, che porta decine di persone, ogni giorno, a chiedere un lavoro, un aiuto per le bollette, a volte anche un aiuto per comprare generi alimentari. E intanto la più grande azienda del territorio sta vivendo una crisi che l’ha portata sull’orlo della chiusura.

Sindaco Bonini, nelle ultime settimane di Barga si è parlato molto per due questioni: Kme e l’ospedale. Partiamo da quest’ultima e proiettiamoci anche sul futuro ospedale unico, che voi volete a Mologno. Andrete avanti nella vostra battaglia?

«Io credo che il nuovo ospedale avrebbe dovuto farci fare un passo in avanti. Invece non è stato così. Aspettiamo la relazione tecnica della Regione e di questa relazione dovremo tener conto: se usciranno due diversi tipi di sanità, dovremo riflettere sulla scelta. Ho sempre detto che non mi impunto su Mologno: se venisse proposto un ospedale in grado di offrire i servizi necessari per la popolazione della Valle, anche se per me sarebbe più baricentrico Mologno, è ininfluente costruirlo dieci chilometri più a monte o più a valle. L’importante, ripeto, è il tipo di ospedale e di sanità che andremo a realizzare».

Intanto però c’è la questione della riorganizzazione dei presidi esistenti, a partire dal San Francesco. Un tema che tocca un nervo scoperto, come dimostra l’attivismo dei comitati...

«L’assistenza non può essere smantellata pezzo dopo pezzo, serve un piano condiviso sulla riorganizzazione. E penso non solo all’ospedale, ma anche ai servizi sul territorio».

L’altro nervo scoperto è quello del lavoro, che per il vostro comune, negli ultimi tempi, si traduce nella crisi di Kme. Cosa ne pensa dell’accordo raggiunto?

«Innanzitutto è un bene che sia stato scongiurata l’ipotesi drastica del taglio dei posti di lavoro. Bisogna lodare i sindacati e i dipendenti, che hanno saputo guardare anche al futuro, pure a costo di pesanti sacrifici. Spero che questo accordo sia un punto di partenza per il rilancio. Noi, per quanto di nostra competenza, ci impegneremo per far avvicinare le parti e per sensibilizzare le istituzioni».

Al di là di Kme, come è la situazione sociale nel vostro comune?

«La situazione, ovviamente, è difficile. E si è aggravata molto negli ultimi mesi. Ci arrivano continue richieste che non sono più solo degli extracomunitari, ma anche di nostri cittadini che cercano lavoro, cercano un’abitazione o un aiuto per pagare le bollette».

E voi cosa riuscite a fare?

«Partiamo dal bilancio preventivo per il 2013 che stiamo predisponendo. Purtroppo avremo dei tagli ingenti rispetto all’anno precedente, che pure aveva visto una diminuzione degli impegni sulla spesa corrente: per quest’anno si parla di 800mila euro in meno. Detto questo, anche quest’anno cercheremo di salvaguardare il capitolo del sociale, e di prevedere ancora, come avviene da tre anni, un fondo anticrisi per aiutare le famiglie monoreddito che si trovano a essere senza lavoro».

E a cosa avete dovuto rinunciare a causa dei tagli?

«Gli investimenti per l’ordinaria manutenzione sono azzerati e ormai dobbiamo cercare soprattutto di partecipare a bandi per ottenere finanziamenti. La nostra priorità è la messa in sicurezza delle scuole e degli edifici pubblici, visto anche il territorio a forte rischio sismico nel quale ci troviamo».

Quali progetti avete in corso di realizzazione?

«A settembre apriremo una nuova materna a Fornaci e, nel settembre del 2014, speriamo di aprire anche l’elementare: insieme alle medie si andrà a creare un vero e proprio polo scolastico. Sempre per rimanere su Fornaci, abbiamo due progetti importanti: una bretellina fra il nuovo ponte sul Serchio e la Kme per liberare il fondovalle dal traffico pesante e una nuova area mercatale. Poi rivedremo il sistema dei parcheggi».

In che senso?

«Con la realizzazione del parcheggio per i dipendenti della Kme abbiamo risolto un problema annoso, quello dell’”occupazione” dei posti auto della frazione. Ora, insieme alle associazioni dei commercianti, intendiamo preparare un piano della sosta, prevedendo sia stalli a pagamento, con piccole cifre, e altri a disco orario. Il tutto per garantire un ricambio della sosta».

E sul capoluogo come prevedete di intervenire?

«A parte la messa in sicurezza degli edifici pubblici (a partire dal municipio) bisogna ricordare il bando per Villa Ghelardi: il primo è andato deserto e ora lavoreremo per ripubblicarlo. Sarà un evento importante, visto che vi saranno ricavati spazi ricettivi, ma anche una biblioteca e laboratori per le scuole. E poi c’è un progetto al quale tengo molto: quello della riqualificazione di Barga Giardino, che costerà 250mila-300mila euro e riporterà a nuovo splendore una delle “porte di ingresso” della città. Abbiamo fatto un concorso di idee e stiamo preparando un progetto per partecipare a un bando di finanziamento».

Barga è un comune a vocazione turistica: come sta andando questa voce dell’economia?

«Nel 2012 abbiamo avuto una risposta importantissima, con numeri in aumento e in controtendenza rispetto ad altri comuni. Devo dire che anche noi, come tutti, siamo stati penalizzati dall’abolizione delle Apt. Per questo servono sempre di più investimenti da parte di tutti, pubblici e privati. Da parte nostra abbiamo un piccolo progetto al quale teniamo molto: raccogliere in un volumetto le iniziative che sono state realizzate per il centenario pascoliano».

Lei è stato eletto sindaco, al primo mandato, nel 2009. Il prossimo anno quindi i barghigiani dovranno essere chiamati di nuovo alle urne. Prima della domanda di rito sulla sua ricandidatura, le chiedo quale progetto vorrebbe realizzare nell’ultimo anno di mandato.

«Ce ne sono due che mi stanno a cuore. Il primo è quello, già ricordato, di Barga Giardino. Il secondo è quello della nuova strada tra Fornaci e il capoluogo. E poi c’è anche un’altra cosa: per San Cristoforo e per la consegna delle cittadinanze onorario ai bambini figli di immigrati abbiamo invitato la presidente della Camera Laura Boldrini che nella sua vita molto ha lavorato sui temi dell’accoglienza».

Come promesso, la domanda finale: si ricandiderà per ottenere un secondo mandato?

«È chiaro che quando ci si presenta la prima volta, l’orizzonte temporale, in caso di elezione, è quello dei dieci anni. Da parte mia non metto limiti e il mio obiettivo è un secondo mandato. Anche se, ovviamente, ne parleremo con la coalizione che mi ha sostenuto e mi sostiene in consiglio comunale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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