Finanza
Processo per circonvenzione d’incapace
Rinviato a giudizio con altre tre persone uno psichiatra la cui difesa respinge ogni addebito
LUCCA. Uno psichiatra e altri tre collaboratori sono accusati di aver indotto una giovane donna e tre anziane a compiere atti contrari ai loro interessi economici approfittandosi della loro disabilità. Per l’accusa nel giro di un anno avrebbero guadagnato somme che si aggirano sui 200mila euro. Una vicenda complessa e tutta da verificare durante il dibattimento che si terrà il 23 maggio.
Gli indagati. Il gup Marcella Spada Ricci ha rinviato a giudizio per circonvenzione d’incapace lo psichiatra lucchese Stefano Michelini, 54 anni, giàtivatore di squadre di calcio di serie A (Udinese e Napoli), l’educatrice Asl Cristina Pandolfi, 41 anni, lucchese, la «nutrizionista» Isabella Faggion, 42 anni, originaria di S. Donà di Piave, ma residente in centro, e il personal trainer Manuel Angel Fernandez, 41 anni, origini spagnole, anche lui residente in città.
Le contestazioni dell’accusa. L’inchiesta diretta dal sostituto procuratore Sara Polino e affidata alla squadra Mobile guidata dal commissario Virgilio Russo (tre mesi d’intercettazioni telefoniche) trae origine da un esposto presentato dall’amministratore di sostegno di una delle tre presunte vittime, l’avvocato Michele Giorgetti, in relazione ad episodi che vanno dal 2009 alla fine del 2010. Secondo gli inquirenti lo psichiatra e gli altri indagati avrebbero approfittato dello stato mentale di una ragazza poco più che maggiorenne per appropriarsi di una somma di denaro che si aggira sui 110mila euro. E, sempre nello stesso periodo, avrebbero, usato un trattamento analogo per tre sorelle novantenni (una poi deceduta per motivi di salute) residenti nel centro storico e facilmente suggestionabili in considerazione dell’età e delle condizioni di salute mentale. Riuscendo, alla fine, ad impossessarsi di quasi 100mila euro.
La storia. Stando all’accusa – ma la difesa sostiene in aula di poter dimostrare l’estraneità degli indagati alle contestazioni – verso l’inizio del 2009 una ragazza sofferente di problemi di anoressia e abulimia viene condotta dalla madre ad una visita dallo psichiatra. La giovane, che lavora saltuariamente come commessa e che ha perduto il padre, inizia una particolare terapia. Va ad abitare da sola, abbandona il lavoro, per un periodo avrebbe una relazione sentimentale con lo psichiatra che le mette a disposizione la nutrizionista e il personal trainer. La prima, stando alla denuncia, l’assiste durante i pranzi giornalieri per 250 euro, il secondo l’accompagna sulle Mura e la porta a passeggio per 1500 euro alla settimana. Denaro che verrebbe però versato senza ricevute, di cui quindi non c’è traccia di passaggio. A verificare il buon esito delle cure l’educatrice Asl che si reca a casa. Nel frattempo il patrimonio della famiglia della ragazza subisce un tracollo e la madre disperata nomina un amministratore di sostegno che fa partire l’inchiesta. Nel corso dell’indagine emerge anche il caso delle tre anziane nubili che, dopo aver risparmiato una vita, in cura dallo psichiatra iniziano a svuotare il conto tanto che un nipote si fa nominare un amministatore di sostegno. Nell’inchiesta erano finiti anche il direttore di un’agenzia bancaria e un tappezziere, entrambi prosciolti dal gup.
(l.t.)
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