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Il colosso Wepa non ritira i settanta licenziamenti

Il colosso Wepa non ritira i settanta licenziamenti

Tutto rinviato all’incontro con le organizzazioni sindacali previsto il 9 maggio L’azienda: «Chiediamo alle istituzioni di garantire gli ammortizzatori sociali»

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CAPANNORI. Nessun accordo, anzi parti decisamente molto distanti. Resta in dubbio il futuro dei 70 lavoratori della Wepa (il colosso cartario ex Kartogroup) destinati a perdere il posto dopo l’incontro di ieri pomeriggio a Palazzo Ducale con gli assessori provinciali Francesco Bambini e Mario Regoli e quello del comune di Capannori, Maurizio Vellutini.

Non sono state accolte dall’amministratore delegato dell’azienda, Cristiano Battelli, la richiesta degli amministratori pubblici di sospendere le procedure di mobilità e quella di anticipare l’incontro con i sindacati, previsto per il 9 maggio.

Quindi, nessun spiraglio di speranza - almeno per adesso - per gli addetti extra produzione: manutentori, impiegati, portieri, addetti a logistica, finanze e controllo dei quattro stabilimenti lucchesi. Le istituzioni hanno provato a mediare tra le parti sociali e l'azienda, cercando di aprire un tavolo di confronto con i vertici della Wepa.

«Ma non c’è stato niente da fare - dice l’assessore Bambini -. L’amministrazione provinciale continuerà a impegnarsi, insieme agli altri enti locali interessati, per tentare di ricomporre la vertenza».Da parte sua la multinazionale tedesca afferma che la linea da seguire è quella del dialogo.

«Stiamo lavorando per continuare a produrre, e credo che questa prima riunione ci aiuti in questa direzione» afferma Battelli. «È nell’interesse di tutte le parti in causa far sì che Wepa Lucca arrivi finalmente ad essere produttiva, e rimanga attore economico del territorio e opportunità di lavoro per centinaia di persone. Ed è quindi interesse di tutti che si trovino le condizioni migliori per superare questo momento di crisi duro per azienda e lavoratori. Se ognuno fa la sua parte, riusciamo a minimizzare il più possibile i costi sociali che purtroppo si dovranno sostenere. Ed è per questo che abbiamo chiesto alle istituzioni che facciano la loro parte, in primis nel garantire gli ammortizzatori sociali e ogni altro possibile sostegno che non riusciremmo da soli come azienda a garantire. Ci rendiamo conto di chiedere molto, ma l’unica strada percorribile per cercare di salvare quanti più posti di lavoro possibile è quella tracciata. È quanto richiede il piano industriale già concordato, senza la realizzazione del quale diminuiscono le prospettive future. Come più volte ribadito, prima di arrivare a toccare i lavoratori abbiamo già fatto internamente tutto quanto era possibile per ridurre le spese e ottimizzare i costi. Adesso è necessario comprendere che per garantire il maggior numero possibile di posti di lavoro bisognerà rinunciare a qualcosa. Se qualcuno pensasse che si possa fare finta di nulla, la situazione diverrebbe in breve non più controllabile. Sostenendo insieme questo passaggio, e portando così a termine il piano industriale, Wepa Lucca potrà finalmente arrivare in condizioni di equilibrio finanziario e di mercato nel 2014, condizioni già esistenti nel resto del Gruppo. Ci auguriamo davvero che il dialogo instaurato oggi, grazie alla collaborazione delle istituzioni, porti a una risoluzione della vicenda il più serenamente possibile, nel pieno rispetto del ruolo delle parti sociali ma anche nel pieno riconoscimento della realtà dei fatti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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