Il Tirreno

Lucca

«Con le ossa rotte ma siamo uniti» Il Pd vuole ripartire

di Barbara Antoni
«Con le ossa rotte ma siamo uniti» Il Pd vuole ripartire

LUCCA. Con le ossa rotte ma uniti, convinti che il partito si può ricostruire partendo dalla base. E senza spirito di vendetta l’una verso l’altra (o le altre) fazioni. In estrema sintesi è il...

4 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Con le ossa rotte ma uniti, convinti che il partito si può ricostruire partendo dalla base. E senza spirito di vendetta l’una verso l’altra (o le altre) fazioni.

In estrema sintesi è il sentimento che ha suggellato la fine della direzione territoriale del Pd, convocata lunedì sera nella sede di piazza San Francesco.

Dall’assemblea, spiega il segretario territoriale del Pd Patrizio Andreuccetti, «è venuta un’autocritica feroce per tutto ciò che è successo. Ma anche un appello altrettanto forte e deciso all’unità, a ripartire dalla base, a evitare qualsiasi scissione. La critica maggiore - sottolinea Andreuccetti - ha riguardato la gestione delle consultazioni del Pd per il governo con l’iniziale apertura al Movimento 5 Stelle e poi la candidatura di Franco Marini alla presidenza della Repubblica che invece faceva presagire un accordo col Pdl. Il messaggio fondamentale che è emerso è la richiesta forte di cambiamento: gli uomini che hanno guidato il partito nell’ultimo decennio e lo hanno affossato nelle ultime settimane ora devono farsi da parte e lasciare posto a nuovi dirigenti. Nel mio pensiero, hanno il nome di Matteo Renzi, Debora Serracchiani, Pippo Civati. In ogni modo comunque - ribadisce il segretario territoriale del Pd - gli eventi nazionali non avranno alcuna ripercussione sugli equilibri locali. Anzi, ci stiamo organizzando perché nei prossimi giorni daremo il via a un percorso che ci porterà, tra un anno, alle elezioni amministrative in una ventina di Comuni sul nostro territorio».

Nessuna ripercussione dei problemi del partito a livello nazionale sugli equilibri locali anche secondo Francesco Battistini, capogruppo Pd in consiglio, membro del direttivo territoriale e dichiaratamente bersaniano. «I rapporti nella maggioranza - spiega Battistini - sono sempre stati improntati alla massima collaborazione, mai avuto contrasti con i renziani. Avendo tutti a cuore l’amministrazione comunale, a partire dal sindaco che è la nostra guida, non vogliamo proprio fare confusione. Piuttosto, vogliamo rimanere uniti. Di problemi non ne abbiamo mai avuti».

Anche Cecilia Carmassi, lucchese, membro della direzione nazionale del Pd , ha partecipato al direttivo territoriale di lunedì sera. Ed è fermamente del parere che «eventi come quelli che si sono verificati in questi giorni nel partito a livello nazionale non hanno impatto sugli equilibri locali. La direzione del partito a Lucca è stata seria, si è svolta in un clima assolutamente non conflittuale. C’era la preoccupazione condivisa e la voglia di riflettere. Del resto anche Bersani oggi ha invitato a riflettere su come stare nel partito - sottolinea appena uscita dalla direzione nazionale che si è svolta a Roma -. A riflettere sul fallimento scaturito dalla debolezza; il partito è imploso per dinamiche diverse e personali».

«Credo - continua Cecilia Carmassi - che tutto questo abbia indebolito fortemente il partito a livello nazionale. La rielezione di Napolitano è avvenuta per una situazione di emergenza, ma è una sconfitta della politica. In un momento come questo vorrei non si andasse verso un governo politico».

A proposito di formazione del nuovo governo, il senatore Pd Andrea Marcucci ritiene che «non è una questione di nomi ma di provvedimenti urgenti da assumere. Le decisioni del capo dello Stato andranno comunque bene. Non era previsto nessun endorsement (appoggio, sostegno, ndr) per Matteo Renzi da parte della direzione del Pd, anche perchè il sindaco di Firenze considera le elezioni, quando sarà esaurito il programma di emergenza del nuovo governo, la via maestra per arrivare a Palazzo Chigi. È comunque confortante che la sola ipotesi di un incarico a Renzi abbia raccolto molte adesioni tra i democratici».

Sulla crisi del Pd interviene anche Maurizio Marchetti, consigliere provinciale Pdl, candidato Pdl alla Camera alle politiche e sindaco di Altopascio. «Sarebbe facile oggi, per me che non ho mai avuto simpatie Pd, sparare a zero sull’attuale situazione del partito - dice Marchetti -. Pare di essere tornati al 1992-3 quando partiti decisivi per la storia della Repubblica furono abbattuti e si disgregarono sotto il peso delle indagini giudiziarie ma anche di dinamiche interne che emersero in tutta la loro gravità. Non credo che sia una questione fra giovani e vecchi, quanto di una visione della politica talvolta settaria, pregiudiziale nei confronti di chi non è del Pd, considerato spesso, almeno da chi ha gestito il partito in questi anni, come essere inferiore».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa