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Preoccupato anche Bene comune

Sel: «Gli assi viari? All’interno del nuovo piano di mobilità»

LUCCA. Gli assi viari non possono essere un’opera fine a se stessa, ma una opportunità da valutare all’interno di un nuovo modello complessivo di viabilità. E’ questa la posizione del consigliere...

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LUCCA. Gli assi viari non possono essere un’opera fine a se stessa, ma una opportunità da valutare all’interno di un nuovo modello complessivo di viabilità. E’ questa la posizione del consigliere comunale Francesco Amanti (Sel), secondo il quale «quello che è stato presentato alla città dall’ Anas non è un progetto di mobilità di ampio respiro dell'intero territorio, non tiene conto di come l'immaginario collettivo ritiene che sarà la nostra città quando i suddetti assi saranno pronti, è soltanto una strada magari funzionale alla città attuale ma con un forte impatto sul paesaggio».

Per Amanti nella cittadinanza si è venuta a creare un'idea di mobilità verde e moderna «che la coalizione Tambellini un anno fa ha intercettato e messo per iscritto nel proprio programma. Abbiamo una città pianeggiante ideale per muoversi in bicicletta, possiamo prendere esempio dalla città del Nord Europa e porci come obiettivo di mandato che tra quattro anni coloro che abitano nel raggio di 2 chilometri dal centro scelgano la bicicletta per muoversi, in quest'ottica si potrebbe anche dare finalmente una funzione al ponte pedonale sul Serchio, ad oggi un'opera nel nulla. Quelle migliaia di studenti pendolari universitari, che dalla Garfagnana e dalla Valdinievole attraversano Lucca per recarsi all'università di Pisa, necessitano di un servizio efficiente ed economico, altrimenti, cosa che sta succedendo già adesso, abbandoneranno i mezzi pubblici in favore delle auto. I nostri autobus di trasporto pubblico ad oggi non coprono zone strategiche del territorio come ad esempio l'area industriale di Guamo, la circonvallazione e il nuovo ospedale.Con i flussi di traffico leggero e pesante alla mano mettiamoci a un tavolino con la popolazione e costruiamo un progetto coraggioso e lungimirante; se all'interno di questo progetto ci sarà la necessità degli assi viari, saranno ben accetti, ma non siano questi ultimi il dogma intoccabile della nuova mobilità».

Preoccupazione esprime anche la lista Bene Comune chiede «occasioni di autentico dibattito, aperto ed esauriente nell'informazione, comprensibile al comune cittadino, dove motivazioni e passaggi vengano resi chiari, dove gli amministratori e i tecnici possano e vogliano rispondere alle legittime domande dei cittadini. Bene Comune chiede anche quali sono «le connessioni tra il nuovo ponte sul Serchio e la viabilità esistente, e soprattutto quella programmata come prospettiva futura, gli assi viari. Appare una discontinuità che rende inutile l'attraversamento del fiume con una nuova opera».

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