Il dolore
«Omicidio volontario, nuova legge»
Raccolta di firme promossa dalla mamma di Vanessa, la ragazza uccisa 4 anni fa
LUCCA. Lo aveva detto Maria Grazia Forli che non avrebbe mai smesso di lottare. Lottare per la certezza della pena, perché , sono le sue parole. Oggi Maria Grazia Forli, mamma di Vanessa Simonini, la ragazza – vent’anni appena – di Gallicano uccisa per strangolamento la notte fra il 7 e 8 dicembre 2009 da Simone Baroncini, operaio trentacinquenne di Pisa, un amico che si era invaghito di lei, torna alla carica. Mentre attende la comunicazione della data in cui la Cassazione prenderà in esame il suo ricorso contro la sentenza in secondo grado per l’assassino di sua figlia (sentenza che gli ha fruttato un secondo sconto di pena, portando la condanna iniziale da trent’anni a sedici) Maria Grazia mamma coraggio annuncia che darà il via a una petizione: raccoglierà firme in strade e piazze, si adopererà per farlo anche su internet, per depositare un disegno di legge sulla condanna per omicidio volontario.
«Gli amici di Vanessa mi aiuteranno nella raccolta di firme – dice Maria Grazia -. Sono ragazzi in gamba, un gruppo affiatato e propositivo, che da anni organizza feste e cene per raccogliere soldi con cui realizzare opere per i bambini. Vanessa li amava tanto. Intanto con i soldi raccolti è stato arredato il parco giochi di Gallicano, quello che frequentava Vanessa da bambina. Altri parchi avranno scivoli e altalene grazie alle cene organizzate dagli amici di mia figlia».
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