Il Tirreno

Lucca

Esami istologici un futuro nero

Sindacati critici sul piano di riorganizzazione regionale «A rischio la programmazione per le neoplasie mammarie»

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LUCCA. Si profila un futuro nero per gli esami istologici a Lucca. Lo dicono i sindacati di categoria Cgil Cisl e Uil che intervengono sulla proposta regionale di riorganizzazione di anatomia patologica.

Il sindacato è d’accordo sulll’accorpamento di alcuni esami come concentrazione della diagnostica di biologia molecolare e genetica in idonee strutture centralizzate; centralizzazione dei riscontri diagnostici ad alto rischio di contaminazione biologica; centralizzazione delle autopsie feto-neonatali.

Ma contesta la proposta di dividere il ciclo lavorativo routinario non specialistico(inclusioni, colorazioni ) .

E’ inaccettabile - dicono Cgil Cisl e Uil dal punto di vista legale in quanto ogni patologo è responsabile del referto che firma solo se ha il controllo diretto dell’intero ciclo lavorativo del suo laboratorio rispondendo legalmente solo per ciò che avviene entro il laboratorio da lui diretto.Nessuna responsabilità può essere ascritta per ciò che avviene in altro laboratorio ed in altra sede.

«Inoltre, cosa ancora più importante, una centralizzazione così concepita comporterebbe un allungamento dei tempi di refertazione di un numero di giorni imprecisabile impedendoci di mantenere i nostri attuali tempi di refertazione (i più brevi dell’intera regione) di 24 ore per le biopsie e di 48 ore per la maggior parte dei pezzi operatori come stabilito dal nostro manuale della qualità e come ratificato e “pesato” negli obiettivi di budget aziendali. Deve essere inoltre tenuto presente che l’allungamento dei tempi di refertazione comporterebbe evidenti disagi nella programmazione diagnostico-terapeutica di ben tre presidi ospedalieri nonché di tutti gli ambulatori chirurgici ed endoscopici della nostra azienda e delle case di cura convenzionate».

Secondo i sindacati inoltre non si potrebbe più mantenere l’attuale programmazione dell’inquadramento prognostico-terapeutico delle pazienti con neoplasia mammaria comprensiva di diagnosi istologica, determinazione dei marcatori biologici e studio del linfonodo sentinella nella settimana stessa dell’intervento come avviene oggi nella nostra azienda.

Da qui la richiesta al dg D’Urso d’intervenire.

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