Finanza
Alce, scontro sulla linea tannino
Terra, uomini e ambiente: rimarrà a Fornoli. I comitati: no, era solo una foglia di fico per l’inceneritore
BAGNI DI LUCCA. Nell’impianto ex Alce si continuerà a produrre tannino. Lo assicura Nazzareno Belleggia, presidente di “Terra uomini e ambiente”, che ha scritto una lettera aperta al sindaco di Borgo a Mozzano Francesco Poggi che in consiglio comunale aveva attaccato il progetto della centrale a biomasse.
«Il progetto di riconversione di Fornoli è chiaro - scrive Belleggia-: il gruppo Silvateam (la holding che controlla Alce, ndr) continuerà a produrre tannino nell’attuale impianto; la nuova società composta da Futuris, gruppo Silvateam e Terra realizzeranno la nuova centrale a biomasse forestali vergine. Inoltre Terra si farà carico di realizzare nel sito un nuovo Polo toscano della filiera legno: produzione pellets, paleria per opere di ingegneria e per l’agricoltura, lamellare per l’edilizia nuove case in legno etc. attraverso la diversificazione e implementazione delle varie attività». Tutto questo processo, prosegue il presidente della coop, «permetterà la ricollocazione degli occupati ex Alce».
Comitato all’attacco. Del tutto diversa la linea dei comitati ambiente e salute che scrivono: «la linea tannino era solo una foglia di fico che Alce ha indossato nel 2009 per giustificare la richiesta autorizzativa per l’inceneritore a biomasse. Lo avevamo sempre sospettato e oggi emerge con chiarezza dalle dichiarazioni del sindaco di Borgo a Mozzano relative al nuovo piano industriale presentato da Futuris Spa. Senza produzione di tannino il progetto è totalmente difforme rispetto alla determinazione autorizzativa nella quale è scritto che l’autorizzazione è “in conformità con il progetto costituito dalla documentazione presentata dalla società, depositata presso l’amministrazione provinciale di Lucca ed individuata in premessa”. Nella documentazione tecnica, presentata dall’Alce a corredo della domanda autorizzativa, si dichiara che “Scopo del progetto è la realizzazione di una centrale termoelettrica in grado di utilizzare a fini energetici il legno proveniente dall’estrazione del tannino dal legno di castagno”, “In questo modo il progetto energetico integra e completa il ciclo produttivo dell’Alce”, “Circa il 50% del personale verrà reimpiegato dalla produzione di tannino e dalla centrale”, e così via. Poiché senza produzione del tannino il progetto diventa difforme rispetto alla determinazione autorizzativa, l'autorizzazione concessa dalla Provincia di Lucca non può più essere considerata valida. Di questo fatto devono prendere atto i sindaci, il presidente della Provincia, il dirigente responsabile del procedimento e la Conferenza dei servizi, che dovranno urgentemente chiedere e adottare i conseguenti e doverosi atti di revisione dell’autorizzazione rilasciata, fra cui anche l’annullamento».
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