Lutto
I lavoratori Kme hanno detto “sì” all’accordo
Il referendum ha ratificato l’intesa che salva 275 posti Nello stabilimento di Fornaci 286 favorevoli e 175 contrari
FORNACI DI BARGA. I lavoratori del gruppo Kme hanno detto “sì” all’accordo con l’azienda che evita i licenziamenti previsti.
Nello stabilimento di Fornaci i “sì” all’accordo siglato dai sindacati lo scorso 11 aprile hanno raggiunto la percentuale del 68,20% : 386 favorevoli contro 175 contrari. A livello di gruppo (hanno votato 1.105 lavoratori pari al 87,84 degli aventi diritto) il “sì” con 761 voti raggiunge il 68,87 dei consensi.
«È un voto importante - commenta una nota della Cgil - non solo per il largo consenso che sul merito dell'accordo è stato espresso, ma dimostra anche che le relazioni industriali, a maggior ragione in una fase di congiuntura negativa, hanno bisogno del coinvolgimento democratico dei lavoratori. In questo senso l'accordo è stato possibile perché innanzitutto Kme non ha perseguito la strada degli accordi separati, e ha invece saggiamente scelto il confronto di merito con tutte le parti in causa, e come sempre in questi casi, la Fiom non si è tirata indietro. Ci siamo assunti la nostra parte di responsabilità e, a partire dalla costruzione delle nostre posizioni negoziali in rapporto con i lavoratori, abbiamo fatto fino in fondo il nostro mestiere, concordando se eravamo d'accordo e dissentendo se eravamo in disaccordo ma cercando sempre in maniera testarda il giusto compromesso. Questo è il senso del confronto sindacale e da questo non si scappa».
L’accordo prevede il salvataggio di 275 posti di lavoro (142 nel solo stabilimento di Fornaci) e anche un potenziamento del forno Asarco. Inoltre, i licenziamenti saranno bloccati fino al termine del 2015. D’altra parte, verrà ridiscusso un nuovo premio di risultato che andrà a sostituire i meccanismi attualmente in vigore e che porterà, almeno per quest’anno, a una perdita consistente della retribuzione complessiva. Proprio per questo, dopo la firma dell’accordo, si erano registrati dei malumori fra le maestranze. Ma alla fine la paura di perdere il lavoro (e di finire in una crisi che avrebbe proporzioni disastrose per tutta la valle) ha portato la grande maggioranza a ratificare l’intesa fra sindacati e azienda.
E proprio la grande azienda metallurgica si dichiare molto soddisfatta dell’esito delle votazioni: «L’amplissima partecipazione alla consultazione, rafforza il valore dell’intesa e premia gli sforzi compiuti dalle parti per trovare una soluzione . Nessuno vuole nascondere i sacrifici che nell’immediato sono richiesti a tutte le componenti aziendali, ma questi sono tanto più accettabili in quanto esiste la consapevolezza che saranno utili sia a rendere l’azienda in grado di fronteggiare la crisi contingente, sia soprattutto a metterla in condizione di intercettare subito le opportunità di un’auspicabile ripresa». (l.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
