Il Tirreno

Lucca

Occupata per protesta la sede Pd

Un gruppo di Giovani Democratici non vuole Marini presidente e critica Bersani

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CAPANNORI. Non vogliono Franco Marini come successore di Giorgio Napolitano e contestano la strategia di Pierlluigi Bersani che ha trovato l’accordo con il Pdl per portare alQuirinale l’ex presidente del Senato. Ecco perché ieri pomeriggio un gruppo di Giovani democratici di Lucca e Capannori ha simbolicamente occupato la sede del Pd in via Cardinal Pacini.

«Noi siamo la generazione nata politicamente col Pd, e al Pd crediamo e teniamo profondamente. Per questo come Giovani Democratici di Lucca e Capannori abbiamo deciso di occupare simbolicamente la sede di Capannori per rafforzare la linea già espressa da tutto il partito lucchese di dissociazione dalla scelta dell’indicazione di Franco Marini a Presidente della Repubblica - dicono Niccolò Battistini e Marco Ridolfi, segretari dei Gd di Lucca e Capannori -. Marini, persona sicuramente capace e rispettabile, ma che non rappresenta la base del partito, il vero Pd, così come non rappresenta la volontà che tutti i cittadini hanno fortemente espresso alle ultime elezioni con la richiesta di rinnovamento della classe politica».

Secondo Battistioni e Ridolfi, il l vero Pd «è quello delle primarie, primarie che hanno portato un’aria nuova in parte delle fila dirigenziali, quello dei circoli e della partecipazione, quello delle amministrazioni locali e dei militanti che giornalmente presidiano i territori. Credevamo in Bersani e l’abbiamo sostenuto fortemente alle ultime elezioni per la sua sincera volontà di cambiare il nostro paese, ma la pessima scelta e la sconfitta politica odierna ribadiscono l'incapacità della dirigenza di capire le sensibilità e i sentimenti della base e richiedono un passo indietro. Nel partito e nella giovanile la voce è una sola: mai col Pdl! Per ribadire una volta per tutte le differenze politiche, etiche e di visione del futuro dell’Italia che ci contraddistinguono. Non vogliamo accordi con chi ci ha portato in questa gravissima crisi economica, con chi ha ridicolizzato l'Italia davanti agli italiani e al mondo. Ancor più non vogliamo questi accordi per l’elezione del presidente della Repubblica, figura istituzionale più alta nel nostro Paese, visto da noi giovani come un “padre politico” e quindi come garanzia e sicurezza del nostro Stato. Presidieremo questa sede per simboleggiare l’attenzione di noi giovani nella scelta del nome da mandare al Quirinale e soprattutto per far capire che il partito democratico sa cosa è e cosa vuole adesso l’Italia».

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