La manifestazione
«Lavoro a rischio con il progetto Alce»
Dal sindaco Francesco Poggi bordate contro la centrale a biomasse: «Iniziativa incerta e dai caratteri speculativi»
BORGO A MOZZANO. «Un progetto incerto, dai caratteri speculativi e non certo programmatico-industriali». Definisce così Francesco Poggi, sindaco di Borgo a Mozzano, il piano presentato da Alce Spa per la costruzione della centrale a biomasse a Fornoli.
L’impianto sarà gestito, in caso di realizzazione, da Futuris, ditta milanese che acquisterà l’80 per cento delle quote; da TUA che assorbirà invece il 10% delle azioni e da un non ben definito “territorio” che si approprierà della restante parte.
«Ciò che mi sono trovato di fronte in questi giorni – ha affermato Poggi durante il consiglio comunale di mercoledì sera – è stato il totale disimpegno dell’attuale proprietà che ha deciso di vendere il terreno e l’autorizzazione necessaria alla realizzazione della centrale. Il progetto portato avanti è assolutamente negativo sotto diversi punto di vista: al di là dei preoccupanti aspetti ambientali, infatti, la questione occupazionale è allarmante. Quando l’azienda era attiva gli operai impiegati erano circa 120, ad oggi il numero di quelli da ricollocare è sceso a 74 ma le prospettive di assunzione sono limitate a poche unità.
«Secondo quanto mi è stato riferito – ha proseguito il sindaco – dopo la costruzione dell’impianto, 15 saranno i dipendenti necessari alla centrale ma non tutti verranno scelti tra i lavoratori Alce; poi 15 saranno assorbiti da TUA ed infine altri 15 occupati nella produzione di tannino. La nuova proprietà non è certo però che voglia proseguire con quest’ultima attività e per molti appare chiaro che tutto il comparto tannino sarà trasferito a Mondovì».
Secondo Poggi altro problema sul tavolo è quello della cassa integrazione: «Da tre anni gli operai godono degli ammortizzatori sociali ma a più riprese è stato affermato che i fondi stanziati stanno per finire. Anche se la gara fosse bandita e Futuris riuscisse ad aggiudicarsi i soldi derivanti dai certificati verdi passeranno dai trenta ai trentasei mesi prima di vedere la centrale realizzata e nel frattempo cosa accadrà? Da troppo si continua a promettere senza mantenere e anche i sindacati dovranno spiegare cosa hanno intenzione di fare adesso». Diversi i progetti sostitutivi proposti da Poggi: la produzione di pellet, di legno lamellare, di paleria per l’edilizia, di cippato: «Dobbiamo metterci tutti ad un tavolo: noi, Bagni di Lucca, l’Unione Industriali, le banche, i dipendenti dell’Alce e cercare una via alternativa. So che la proprietà ha tutto l’interesse a vendere l’autorizzazione e probabilmente gli acquirenti sono disposti a investire nella centrale a biomasse e non in altri progetti ma dobbiamo tentare». Borgo a Mozzano amplierà nel frattempo il numero dei membri della Commissione Ambiente che incontrerà tutte le parti coinvolte e si relazionerà soprattutto con l’amministrazione di Bagni di Lucca per intraprendere azioni condivise.
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